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Cronaca

La sentenza del Tar di Catania sulla Patrimonio Spa, nota di Carlotta Previti

“Il Consiglio (o meglio, una parte del Consiglio) ha scelto di svolgere il proprio mandato elettorale avviando una strumentale e infondata battaglia politica contro De Luca”

La sentenza del TAR di Catania sulla PATRIMONIO SPA conferma come il Consiglio (o meglio, una parte del Consiglio) ha scelto di svolgere il proprio mandato elettorale avviando una strumentale e infondata battaglia politica contro DE LUCA e non di agire in difesa dei diritti dei cittadini. Una guerra condotta senza avere mai i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche alla base (difetto assoluto di motivazione come confermato dal TAR) ma solo la volontà strumentale e nefasta di distruggere quanto creato da CATENO DE LUCA.

In merito alla sentenza del TAR cito quanto da me dichiarato pubblicamente a fine dicembre 2021: l’emendamento presentato dai consiglieri comunali sulla messa in liquidazione della Patrimonio Spa è illegittimo perché privo di fondamento giuridico in quanto le ipotesi previste dalla normativa per la razionalizzazione delle società partecipata sono tassative. Il consiglio avrebbe determinato la messa in liquidazione della Patrimonio SPA motivando la decisione in quanto la società sarebbe priva di dipendenti e pertanto ricorrerebbero i presupposti indicati dall’art. 20 comma 2 lettera b del TUSP. Circostanza quest’ultima non veritiera. La società in realtà opera con n. 6 dipendenti in posizione di distacco e da un punto di vista sostanziale, l’utilizzo effettivo presso la società di risorse umane nella forma di dipendenti distaccati è in contrasto con la finalità del parametro legislativo espresso dalla lett. B dell’art. 20 del D.Legislativo 175/16 (TUSP) inteso ad individuare, nell’assenza di dipendenti o nell’esorbitanza del numero di amministratori rispetto ai dipendenti, un elemento di inefficienza aziendale, determinante la necessità di razionalizzazione”.

Il Tar con sentenza n. 964/2022 pubblicata il 4 aprile ha confermato esattamente quanto da me affermato ritenendo errate le motivazioni del Consiglio comunale in merito alla pretesa assenza di personale dipendente evidenziando e chiarendo che nel caso in questione la società risulta avere avuto in carica personale in servizio in regime di distacco fino al 30 giugno 2021, cinque dipendenti comunali e quattro dipendenti della società Messina Servizi Bene Comune SPA, per complessive nove unità.

Ecco perché ci siamo dimessi: avevamo un nemico dietro la porta che strumentalmente e per ordini eterodiretti agiva solo per tentare di distruggere quanto da noi costruito in questi 3 anni e mezzo. Ma quanto è costato alla collettività questo ennesimo tentativo di distruggere DE LUCA? Facciamo un rapido calcolo: 15 riunioni tra commissioni consiliari e aula sono costate oltre 50mila euro in gettoni di presenza. Anche questo tentativo si è dimostrato inutile, ma 50mila euro chi li risarcirà?

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