Foto di Antonio De Felice
E’ stato dato l’avvio, anche a Messina, come in tutte le Diocesi d’Italia, il Giubileo 2025- Pellegrini di Speranza.
Il rito ha avuto inizio nella concattedrale del SS. Salvatore con la proclamazione del Vangelo e la lettura di alcuni passi della Bolla di indizione giubilare “Spes non confundit”.
Una croce, è stata collocata a terra dinanzi l’altare con ai lati la corona di spine e un corno di montone, lo Yobel, che richiama l’etimologia della parola Giubileo ed era utilizzato per indicare l’inizio del Giorno dell’espiazione; una festa che ricorreva ogni anno, ma assumeva un significato particolare in coincidenza con l’inizio dell’Anno Santo.
Un inizio, per così dire, “a porte chiuse” considerato la massiccia presenza di religiosi e religiose, confrati e associazioni laicali, nonché di fedeli provenienti da tutta la diocesi, per cui ancora prima che iniziasse il momento, molti fedeli hanno atteso fuori dalla Concattedrale l’inizio del corteo.
Durante il corteo il grande Crocifisso scelto dall’arcivescovo Giovanni Accolla, proveniente dalla chiesa di Santa Chiara a Giostra, è stato portato fino a piazza Duomo prima dai religiosi e dalle religiose e poi alternativamente dalle varie realtà laicali diocesane.
Giunti in piazza Duomo, alla presenza di migliaia di persone è stata aperta la porta della Cattedrale è stato collocato il crocifisso, portato in processione, ai piedi dell’altare e si è svolta la celebrazione eucaristica.
Durante l’omelia l’Arcivescovo, iniziando con le parole di Papa Francesco, Spes non confundit, ovvero la “Speranza non delude”, ha esortato i fedeli ad aprire il proprio cuore alla speranza per se stessi, ma anche per gli altri. Quella Speranza, che ci fa credere di poter illuminare anche i cuori degli altri, che ci porta a sopportare le persone moleste. Un giubileo che ci fa dare da bere agli assetati, da mangiare agli affamati, da coprire chi è nudo. Un Giubileo che alla fine del percorso ci deve trovare rinnovati. Al termine della sua omelia il presule ha porto un invito ai religiosi e le religiose presenti di seguire il modello descritto negli atti degli apostoli e farsi testimoni di Dio.
Con la partecipazione alla celebrazione chi era confessato e comunicato ha potuto lucrare l’indulgenza.













