L’aula ha proceduto ad approvare l’emendamento in seno al ddl 21/A (cosiddetto collegato alla legge di stabilità) per assegnare ai comuni, in cui si trovano siti archeologici, dei ristori a fronte delle spese necessarie per la sicurezza e il decoro urbano.
“Stamattina, afferma De Luca, nella sala Pio La Torre a Palazzo dei Normanni ho incontrato una rappresentanza di sindaci nei cui comuni ricadono siti archeologici per discutere l’emendamento proposto riguardante la gestione dei parchi archeologici. Mi sono fatto portavoce di una battaglia che come più volte detto non riguarda solo Cateno De Luca ma tutti i comuni che ospitano parchi archeologici.
Voglio manifestare il mio apprezzamento per la sintesi che è stata raggiunta e il mio apprezzamento va al di là dei toni che hanno caratterizzato il dibattito in queste settimane.
Voglio ringraziare anche il presidente del Parlamento Gaetano Galvagno che si è fatto carico di una giusta mediazione tra un’esigenza che era posta non dal sindaco di Taormina ma da tutti i sindaci della Sicilia e il Governo.
Pubblicità. Scorri per continuare a leggere Oggi abbiamo intanto ottenuto un risultato, abbiamo riconfermato un principio. La norma così come presentata introduce la destinazione del 15% ai comuni dei proventi dello sbigliettamento e il riconoscimento di 5 giornate al mese ai comuni per proprie iniziative e programmazione. Resta il nodo della percentuale dei proventi che derivano dai grandi eventi organizzati dai privati, presenteremo un sub emendamento ma intanto questo è un primo risultato rispetto al punto da cui eravamo partiti.
L’approvazione di questo emendamento ci consentirà infatti di dare una prima risposta al territorio. Se poi l’aula riterrà di voler migliorare la norma ne saremo ovviamente contenti e il Governo ci troverà aperti e disponibili al dialogo così come abbiamo dimostrato.”
Critica alla posizione del Presidente Schifani
“Avrebbe fatto meglio il presidente Schifani a tacere piuttosto che commentare l’approvazione dell’emendamento proposto da me cercando di giustificare il rifiuto da parte del Governo a tassare gli imprenditori con una quota del 20% per gli incassi relativi ai grandi eventi organizzati all’interno dei siti archeologici.
Fino a poco prima di entrare in aula la proposta del Governo che aveva rimodulato il mio emendamento originario presentava più trappole.
Innanzitutto ci siamo trovati di fronte ad una norma dispositiva e non imperativa. Vale a dire che secondo la versione del Governo la Regione poteva, da capire poi in base a quale criterio, riconoscere una percentuale ai comuni che ospitano Parchi archeologici.
Abbiamo chiesto con forza che ciò che veniva presentata come una possibilità fosse invece una disposizione non facoltativa.
Inoltre il testo del governo prevedeva che ai comuni poteva essere riconosciuto fino al 10 % dello sbigliettamento a discrezione dei singoli direttori dei Parchi archeologici, abbiamo chiesto e ottenuto il riconoscimento del 15% per tutti i comuni senza alcuna intermediazione.
Ed è qui che si è giocata la partita più importante, perché Schifani ha preferito riconoscere un 5% in più scegliendo così di gravare sulle casse della Regione Siciliana piuttosto che toccare i privati.
E per giustificare questa scelta cosa dice? Che tassare gli impresari avrebbe causato un aumento dei costi per l’organizzazione dei grandi eventi e che gli impresari dunque alla fine avrebbero dovuto aumentare i costi dei biglietti.
Ma Schifani da che parte sta? Dalla parte della Sicilia e dei siciliani o dalla parte dei privati?
La trattativa è stata serrata, sono arrivato a chiedere anche solo il 5% sugli incassi relativi agli eventi organizzati all’interno dei siti archeologici dai privati a fronte della richiesta iniziale del 20%, ma niente. È stato irremovibile e adesso tenta di giustificare l’ingiustificabile. Noi al momento ci accontentiamo del risultato raggiunto perché abbiamo riconfermato intanto un principio, ma non ci arrendiamo. Riproporremo la norma per ottenere il riconoscimento di una percentuale sugli introiti dei grandi eventi alla prossima occasione legislativa e chiederemo conto al Presidente Schifani della scelta di gravare sulle casse regionali per un mero atto di dispetto nei miei confronti”.
Lo dichiara il leader di Sud chiama Nord e sindaco di Taormina Cateno De Luca.
Nella foto:De Luca con i sindaci
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