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Accordo per il recupero delle aree dismesse a Messina dalle Ferrovie dello Stato

La firma non arriverà più prima di Natale, come previsto inizialmente, ma ad inizio 2025

La firma non arriverà più prima di Natale, come previsto inizialmente, ma ad inizio 2025. Quel che più conta, come riporta il quotidiano “La Gazzetta del Sud”, però, è che quella firma non è in discussione ed è una firma importante: è quella sull’accordo di programma tra Rfi e Comune di Messina per la cessione delle aree dismesse del gruppo di Ferrovie dello Stato in città. Quantomeno dei primi 51 mila metri quadri – non poco –, che corrispondono all’area attualmente occupata dai “resti” dell’Officina Grandi Riparazioni, nel cuore della Zir, ma questo è solo il primo passo di un ragionamento più ampio, abbondantemente avviato e che riguarda da vicino anche ciò che accadrà in relazione al progetto Ponte sullo Stretto.

Ieri il sindaco Federico Basile era a Roma (era arrivato nella Capitale il pomeriggio prima, dopo aver ricevuto Jill Biden a Gesso, per un’assemblea dell’Anci) e insieme a Cateno De Luca, nella veste di sindaco di Taormina – ma anche di leader di un gruppo politico, Sud chiama Nord, sempre più incline al dialogo su più fronti – ha fatto visita al numero uno di Rfi, il prof. Dario Lo Bosco, vecchia conoscenza di Messina, dove ha ricoperto, una dozzina d’anni fa, il ruolo di presidente dell’Autorità portuale. All’incontro era presente anche Irene Gionfriddo, segretaria generale dell’Academy & Technical Methodologies del Polo infrastrutture di Fs Italiane Group e responsabile in Rfi delle relazioni istituzionali per i progetti rilevanti di Polo, oltre che delle iniziative istituzionali di sviluppo e cooperazione internazionale. Insomma l’interlocutrice diretta per i passaggi chiave attesi per i prossimi mesi, a partire dal protocollo d’intesa prima e la convenzione poi che dovranno regolare, intanto, il passaggio di consegne relativo all’area dell’Officina Grandi Riparazioni di Fs, un enorme spazio di 51 mila metri quadri che, insieme alla riqualificazione dell’ex Macello (altro iter già avviato dal Comune) potrebbe rappresentare la “prima pietra” della riconquista del waterfront e dell’attuazione del piano particolareggiato del Piau.
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