Foto di: Antonio De Felice
Il mare dello Stretto ha fatto da scenario, ancora una volta, al ritorno di Don Giovanni d’Austria. Ma quella di ieri non è stata una serata come le altre. La XVIII edizione della rievocazione storica dello sbarco si è svolta infatti a pochi giorni dalla tragedia di Pistunina, che ha profondamente colpito la comunità messinese.
La manifestazione è stata quindi confermata, ma con un’impronta diversa. L’Amministrazione comunale ha scelto di mantenere gli appuntamenti dell’Agosto Messinese nel rispetto del lutto, privilegiando sobrietà, raccoglimento e condivisione. Per lo Sbarco sono stati cancellati alcuni dei momenti più festosi tradizionalmente collegati all’evento, tra cui lo Sposalizio del Mare e i fuochi d’artificio, mentre sono stati previsti momenti dedicati alla memoria delle vittime.
Il cuore della rievocazione è rimasto comunque il mare. Nel pomeriggio la Nave Scuola Palinuro della Marina Militare ha aperto il corteo navale, accompagnata dalle imbarcazioni storiche e da quelle coinvolte nel Palio delle Contrade. Il corteo ha fatto il proprio ingresso nelle acque del porto messinese, ricostruendo simbolicamente l’arrivo della flotta comandata da Don Giovanni d’Austria.
È stato quindi il momento dello sbarco, il passaggio centrale della rievocazione. La figura del comandante della flotta della Lega Santa è tornata così sulla terraferma, nel luogo che nel 1571 rappresentò una tappa fondamentale della spedizione diretta verso Lepanto.
La rappresentazione è poi proseguita con il corteo storico verso Palazzo Zanca. Sulla scalinata del Municipio si è svolto il momento conclusivo, con il saluto del Senato messinese a Don Giovanni d’Austria.
Il percorso della rievocazione ha riproposto così, attraverso il mare e la città, una pagina della storia messinese che risale a oltre quattro secoli fa. Nel 1571 Messina fu infatti scelta come punto di raccolta della flotta della Lega Santa prima della partenza verso la battaglia di Lepanto. La rievocazione restituisce ogni anno quella vicenda attraverso le navi, i costumi, i figuranti e la ricostruzione dello sbarco.
Questa volta, però, il passato è stato rievocato mentre la città viveva un dolore molto più vicino. La tragedia di Pistunina ha inevitabilmente modificato il tono dell’appuntamento: la storia è rimasta protagonista, ma la festa ha lasciato spazio alla memoria.
Anche la scelta di rinunciare ai momenti più spettacolari assume, in questo contesto, un significato preciso. Il corteo navale, lo sbarco e la rappresentazione storica sono rimasti, ma senza gli elementi più propriamente celebrativi. Una decisione coerente con l’indirizzo espresso dall’Amministrazione comunale, che aveva confermato gli appuntamenti dell’Agosto Messinese chiedendo però di viverli con sobrietà e rispetto per le famiglie colpite dalla tragedia.
La serata ha così mantenuto il legame tra Messina e la propria storia marinara senza ignorare il presente. Un’edizione necessariamente diversa, nella quale la rievocazione di un arrivo e di una partenza del passato si è intrecciata con il ricordo delle persone che la città ha perso nei giorni scorsi.
Don Giovanni d’Austria è tornato dunque sullo Stretto, ma questa volta senza fuochi nel cielo. A raccontare la serata sono rimasti il mare, le navi, il corteo e la memoria. E, soprattutto, il raccoglimento di una città ancora ferita.










