Si è spento a Messina padre Felice Scalia. Gesuita, teologo e voce storica della Chiesa cittadina, per decenni ha animato il dibattito sui cambiamenti sociali, sui diritti e sulle disuguaglianze, portando la sua riflessione fuori dai palazzi ecclesiastici, nelle piazze e nei luoghi del confronto civile.
Amava definirsi “prete di chiesa e di strada, di riti e cortei”. Una sintesi che racconta il suo ministero, diviso tra l’impegno pastorale e la presenza attiva nella vita pubblica della città.
Figura di riferimento per generazioni di fedeli e giovani, Scalia è stato legato alla chiesa di Santa Maria della Scala e a numerose realtà associative, dal Movimento Eucaristico Giovanile alla Piccola Comunità Nuovi Orizzonti fino al gruppo Terra e Cielo. È stato anche componente del Consiglio presbiterale dell’Arcidiocesi di Messina, Lipari e Santa Lucia del Mela.
Ha scritto diversi libri , tutti editi da La Meridiana, La teologia scomoda (2008), Il Cristo degli uomini liberi (2010) e Povero Gesù (2022).
Teologo dal pensiero critico e aperto, non ha mai fatto mancare prese di posizione su temi sociali e politici. Tra le ultime, quella contro l’accordo tra Italia e Libia sui migranti: nel novembre 2022 aveva partecipato alla “Marcia dei nuovi Desaparecidos” per contestare l’intesa.
Un prete impegnato nella promozione del cambiamento, come occasione di rinnovamento. Ha ispirato e incoraggiato una piccola comunità ecclesiale che ha sostenuto l’esperienza amministrativa del Movimento civico Cambiamo Messina dal Basso che ha espresso il sindaco Renato Accorinti.










