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Quaranta aquilonisti da cinque Paesi, 300 bambini e un volo di fuoco: Capo Peloro torna a volare con il Festival degli Aquiloni

Presentata a Palazzo Zanca l’VIII edizione del Festival Internazionale degli Aquiloni. Dal 2 al 4 ottobre Torre Faro ospiterà aquilonisti da Italia, Regno Unito, Belgio, Francia e Brasile. Sabato, la giornata clou con la parata e lo spettacolo serale con fuoco e aquiloni illuminati

Quaranta aquilonisti, provenienti da cinque Paesi, circa 300 bambini delle scuole, una squadra di 60 volontari e tre giorni di appuntamenti tra laboratori, musica, mostre, workshop, parate e voli spettacolari. Il cielo di Capo Peloro è pronto a riempirsi nuovamente di colori con l’ottava edizione del Festival Internazionale degli Aquiloni, in programma dal 2 al 4 ottobre.

La manifestazione, organizzata dalla Pro Loco Capo Peloro, è stata presentata questa mattina a Palazzo Zanca. Un’edizione che punta a crescere nella dimensione internazionale, ma anche a rafforzare il rapporto con la Città e con il territorio. Non soltanto aquiloni, dunque, ma un progetto che coinvolge scuole, famiglie, associazioni, volontari, parrocchia, realtà culturali e partner privati.

Il primo segnale di questa volontà è arrivato, già nei giorni scorsi, con la preview di Santa Margherita, che ha portato il Festival nella zona sud di Messina. Un’anteprima che il Sindaco, Federico Basile, ha richiamato nel suo intervento per sottolineare come un progetto nato a Capo Peloro possa oggi parlare all’intera città di Messina, da nord a sud.

Per Basile, il Festival è ormai un appuntamento capace di rinnovare non soltanto il cielo, ma anche la spiaggia e gli spazi di Capo Peloro. Al centro c’è soprattutto il coinvolgimento: quello dei bambini, delle famiglie e di una città che, attraverso manifestazioni di questo tipo, può riscoprire i propri luoghi.

Il Sindaco ha anche rivendicato il lavoro dell’Amministrazione e dei soggetti che collaborano all’organizzazione, con un passaggio polemico nei confronti di chi, a suo dire, tende ad appropriarsi di meriti che non gli competono o a presentarsi come parte della macchina organizzativa.

Sul fronte logistico, Basile ha confermato il supporto delle partecipate comunali, tra cui ATM e Messina Servizi, considerate fondamentali per la riuscita della manifestazione.

E poi l’appuntamento, fissato senza ambiguità: «Le date sono il 2, 3 e 4 ottobre, giornate importanti da ricordare… ci vediamo a Capo Peloro».

Finocchiaro: «Promuove inclusione e sostenibilità»

Il secondo intervento è stato quello dell’Assessore, Massimo Finocchiaro, che ha posto l’accento sul rapporto tra il Festival e gli spazi della Città.

La manifestazione, ha spiegato, è ormai entrata nel cuore di Messina e rappresenta anche l’occasione per vivere luoghi che negli anni sono stati recuperati e restituiti alla collettività. Un riferimento, nel suo intervento, anche all’area della Fiera e a Piazza dell’Angelo.

Finocchiaro ha riconosciuto alla Pro Loco Capo Peloro il merito di avere costruito con dedizione un appuntamento che coinvolge Amministrazione, volontari e territorio.

Un evento che, nella sua lettura, mette insieme anche due temi particolarmente attuali: «Promuove l’inclusione e la sostenibilità».

E proprio il vento, elemento indispensabile per gli aquiloni, diventa quasi il simbolo di una manifestazione che riesce a trasformare un fenomeno naturale in spettacolo, gioco e momento di aggregazione.

Patania: «Soffiamo nella stessa direzione»

Per il Presidente della Pro Loco Capo Peloro, Maurizio Patania, il Festival va oltre il semplice appuntamento spettacolare.

L’obiettivo dell’associazione è quello di proporre alla Città un momento di inclusione e condivisione, un’occasione per stare insieme e per restituire qualcosa di bello al territorio.

L’ottava edizione segna, inoltre, una crescita importante sul fronte della partecipazione degli aquilonisti. Saranno circa 40, quasi il doppio rispetto alle precedenti edizioni, con presenze dall’Italia e dall’Estero.

Una dimensione internazionale che quest’anno comprende Regno Unito, Belgio, Francia e Brasile, oltre agli aquilonisti italiani.

Patania ha quindi sottolineato il valore della collaborazione con Caronte & Tourist, main sponsor dell’iniziativa, utilizzando un’immagine che sintetizza il senso della partnership: è bello vedere due realtà importanti che «soffiano nella stessa direzione».

Di Perna: «Leggerezza e colore»

A portare i saluti dell’UNPLI è stata la Vicepresidente Provinciale, la dottoressa Di Perna, che ha sottolineato il ruolo delle Pro Loco nella valorizzazione delle identità e delle peculiarità locali.

Il Festival, ha evidenziato, porta «leggerezza e colore» nel territorio e interpreta pienamente la missione delle Pro Loco: promuovere le bellezze dei luoghi attraverso la partecipazione, l’inclusione e la collaborazione con enti e amministrazioni.

Un appuntamento che quindi diventa anche strumento di promozione territoriale, attraverso un linguaggio immediato e trasversale capace di parlare ai bambini così come agli adulti.

Calderone: «La bellezza di vedere gli adulti tornare bambini»

Particolarmente legato alla dimensione umana del Festival, l’intervento della dottoressa Calderone, in rappresentanza di Caronte & Tourist.

La partecipazione del gruppo, ha spiegato, è andata oltre le normali dinamiche di sponsorizzazione. L’azienda si è riconosciuta nei valori proposti dagli organizzatori, a partire dalla famiglia, dalla valorizzazione del territorio e dall’inclusione.

E c’è una frase che più di altre restituisce lo spirito dell’evento: «La bellezza di vedere gli adulti tornare bambini».

Perché l’aquilone, prima ancora di essere una disciplina o una forma d’arte, resta un oggetto capace di richiamare gioco, meraviglia e memoria.

Quaranta aquilonisti e una dimensione internazionale

A entrare nel dettaglio dell’edizione 2026 è stato il direttore artistico, Nello Cutugno, che ha ringraziato sponsor, partecipanti, giornalisti e soprattutto i volontari.

Saranno circa 60, le persone impegnate nell’organizzazione, riconoscibili anche dalla maglietta ufficiale dell’ottava edizione presentata durante la conferenza.

Il dato più significativo resta però quello dei 40 aquilonisti, con una presenza internazionale che quest’anno si allarga a cinque Paesi.

Non soltanto spettacolo, però. Cutugno ha illustrato un programma pensato per coinvolgere direttamente il territorio, a partire dai 300 bambini delle scuole che prenderanno parte alle attività.

Prevista inoltre la collaborazione con la parrocchia locale e con il Museo MACHO della Fondazione Horcynus Orca, in un progetto che punta a fare di Torre Faro il centro di una manifestazione diffusa.

IL PROGRAMMA

Il calendario preparato dalla Pro Loco indica tre giornate di attività a Capo Peloro: venerdì 2 ottobre dalle 16 alle 19, sabato 3 e domenica 4 ottobre dalle 10 alle 19. Le aree principali sono Spiaggia La Punta e Arena Capo Peloro. Tra le attività già indicate figurano Pro-Market, musica, workshop, LabAquiloni e mostre.

Nel corso della conferenza, Cutugno ha fornito ulteriori anticipazioni sul programma.

Venerdì 2 ottobre, l’avvio delle attività è previsto alle 15, con l’apertura della manifestazione e l’arrivo degli aquilonisti.

Sabato 3 ottobre sarà una delle giornate centrali del Festival. Alle 11 è prevista la parata, mentre nel corso della giornata proseguiranno le attività, i laboratori e gli appuntamenti dedicati al pubblico.

La sera arriverà uno dei momenti più suggestivi dell’intera edizione: uno spettacolo con fuoco e aquiloni illuminati, destinato a trasformare il cielo di Capo Peloro in un palcoscenico notturno.

Domenica 4 ottobre il Festival proseguirà con il programma di attività e iniziative concentrate nell’area di Torre Faro, dove saranno ospitati anche gli aquilonisti.

Il programma dettagliato delle singole attività risulta ancora work in progress, consultabile sui canali online della Pro Loco; per questo gli orari degli appuntamenti diversi da quelli annunciati direttamente durante la conferenza stampa,  vanno considerati suscettibili di aggiornamento.

Non solo spettacolo: 300 bambini e il territorio

Uno degli elementi caratterizzanti dell’edizione 2026 sarà il coinvolgimento delle scuole. Circa 300 bambini saranno protagonisti delle attività, in un percorso che vuole avvicinare le nuove generazioni alla costruzione e alla cultura dell’aquilone.

La collaborazione con la parrocchia e con il museo amplia ulteriormente il raggio dell’iniziativa, che prova così a coinvolgere non soltanto chi arriverà a Capo Peloro per assistere alle esibizioni, ma anche chi vive quotidianamente il borgo.

Un’impostazione che sembra essere la vera evoluzione del Festival: dal semplice spettacolo al progetto territoriale.

Un’opera d’arte per lasciare un segno a Torre Faro

E proprio guardando oltre l’edizione 2026, Cutugno ha anticipato una delle idee più interessanti per il futuro: la realizzazione di una installazione di arte urbana permanente a Torre Faro.

L’obiettivo è lasciare al borgo un segno concreto del Festival, qualcosa che rimanga anche quando gli aquiloni saranno tornati a terra.

Un’idea che porta la manifestazione fuori dalla dimensione dei tre giorni e la lega ancora di più al luogo che l’ha vista nascere e crescere.

Cutugno ha definito con orgoglio il Festival «l’evento più grande in Città rispetto all’investimento», ringraziando nuovamente Messina Servizi e ATM per il supporto alla macchina organizzativa.

Tre giorni, dunque, per guardare il cielo col naso all’insù, ma anche per riscoprire ciò che sta sotto quegli aquiloni: una comunità, un borgo, un paesaggio e una città, quella di Messina, che prova a raccontarsi attraverso un filo che dal cielo torna sempre a terra.

A Capo Peloro, dal 2 al 4 ottobre, quel filo sarà ancora una volta quello degli aquiloni.

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