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Legambiente: Report dell’incontro del 20 febbraio scorso per fare il punto sulla questione del ponte

Venerdi 20 febbraio 2026, nel Salone degli Specchi della Città Metropolitana di Messina, organizzato da Legambiente dei Peloritani, si è tenuto un interessante incontro per fare il punto sulla questione dell’attuale progetto del Ponte sullo Stretto

Venerdi 20 febbraio 2026, nel Salone degli Specchi della Città Metropolitana di Messina, organizzato da Legambiente dei Peloritani, si è tenuto un interessante incontro per fare il punto sulla questione dell’attuale progetto del Ponte sullo Stretto, tenendo conto sia della bocciatura alla Corte dei Conti, sia di alcune indiscrezioni emerse durante un importante convegno, organizzato a Roma dalla Senatrice Elena Cattaneo.

Nel porgere agli intervenuti il saluto del circolo di Legambiente, il presidente, Francesco Parisi, ha presentato il relatore, prof. ing. Antonino Risitano, e ha passato preliminarmente la parola all’ing. Enzo Colavecchio di Legambiente. Questi ha ricordato che l’attuale Governo ha sinora tenuto in piedi la procedura per l’appalto dell’Opera a forza di decreti.

Con il Decreto Ponte (DL 35/2023) veniva riattivata la Società Stretto di Messina e si rimetteva in pista il vecchio progetto al fine di evitare una nuova gara d’appalto internazionale a condizione che il costo complessivo non superi una volta e mezza l’importo precedente. Poichè il progetto risulta non aggiornato né per gli aspetti tecnici, né per gli aspetti economici ed ambientali, si trova l’escamotage di rinviare l’aggiornamento al momento della redazione del Progetto Esecutivo. Viene quindi emanato il cosiddetto Decreto “spezzatino” (DL89/2024) che, consentendo la realizzazione per lotti, permetterebbe l’Inizio dei Lavori anticipato per le opere di connessione. In tal modo il progetto esecutivo del Ponte resta sospeso e il CIPESS approva quello che abbiamo definito progetto “falso definitivo”, con gravi prescrizioni tecniche irrisolte.

A questo punto la delibera CIPESS viene bocciata dalla Corte dei Conti, e il Governo propone l’ennesimo decreto (feb 2026 non ancora pubblicato) tentando di confermare l’appalto senza ricorrere a una nuova gara d’appalto internazionale, mediante una nuova delibera CIPESS per consentire l’avvio dei cantieri. Il tentativo di nominare l’AD della Stretto di Messina Commissario e di ridimensionare i poteri della Corte dei Conti non è riuscito. E anzi occorrerà presentare il progetto al Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, non essendo ammissibile utilizzare il vecchio parere rilasciato nel 1987.

Ma che cosa stanno facendo nel frattempo i progettisti della ditta danese COWI e gli specialisti in prove sui materiali della ditta giapponese IHI??? Il prof. ing. Antonino Risitano, già professore di Costruzioni di Macchine al Politecnico di Torino e poi alla facoltà di Ingegneria di Catania, dove è stato anche preside della Facoltà, da tempo sostiene che questo progetto ad unica campata da 3300 m non è fattibile, perché, con gli attuali materiali, il sistema principale dei cavi non resiste al fenomeno di “fatica”, e chiede che vengano effettuate le prove a fatica e pubblicati i risultati. Nel prendere la parola il relatore ha ricordato che il giorno 18/11/2025 è stato invitato a Roma come esperto nell’importante convegno organizzato dalla sen. Cattaneo, che metteva a confronto come relatori tre ingegneri pro ponte e tre contro.

Il prof. Risitano ha posto al prof. Diana una domanda per sapere se i progettisti stanno facendo le prove di fatica e, finalmente, presente lo staff della società Stretto di Messina, ha ottenuto risposta affermativa. LE PROVE DI FATICA E FRETTING SUI CAVI E SUI PENDINI SI STANNO FACENDO. Pertanto si può ritenere che i progettisti di COWI hanno chiesto alla ditta giapponese IHI di effettuare le necessarie prove sui materiali disponibili prima di assumere responsabilità sulla fattibilità del progetto. Pare che siano al lavoro già dalla metà del 2024. Si può ulteriormente dedurre che IHI abbia stilato un programma di prove e che abbia pertanto un contratto. Queste situazioni non possono rimanere nascoste, come sinora avvenuto (ricordiamo che per parecchio tempo gli “esperti” della Stretto di Messina hanno sostenuto in pubblico che le prove di fatica non erano necessarie). I risultati della ricerca, che siano o meno coerenti con le attese, devono essere pubblicati. E deve essere reso noto anche il costo di tali studi.

Il prof. Risitano rimarca come, anche sulla base delle attività in corso di COWI e IHI, finalmente si riconosce che un ponte sospeso di queste dimensioni, pensato per il traffico gommato e ferroviario, e ubicato nelle particolari condizioni geoclimatiche dello Stretto, debba essere considerato come un sistema esposto a sollecitazioni dinamiche, tale da presentare problematiche di tipo meccanico, non affrontabili con i criteri della statica.

Nei prossimi giorni il suo intervento sarà disponibile su Youtube.

Ing. Enzo Colavecchio

 

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