
Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani accoglie con favore le iniziative volte ad accompagnare gli studenti nell’ultima fase dell’Esame di Stato 2026. Il decalogo recentemente diffuso da Skuola.net, che propone indicazioni sulla preparazione disciplinare, sulla gestione delle emozioni, sull’utilizzo di mappe concettuali e strumenti di intelligenza artificiale, fino ai suggerimenti riguardanti la comunicazione e il comportamento durante il colloquio, rappresenta un contributo utile a rendere gli studenti più consapevoli di un momento particolarmente significativo del loro percorso scolastico.
Al tempo stesso, riteniamo opportuno allargare lo sguardo. La riflessione sul colloquio non può limitarsi alle tecniche per affrontarlo con successo, poiché il valore educativo dell’Esame di Stato risiede soprattutto nella sua capacità di restituire il senso dell’intero percorso formativo. Il colloquio conclusivo non è una semplice verifica delle conoscenze, né una prova di abilità comunicativa: esso costituisce un’occasione nella quale lo studente è chiamato a dimostrare autonomia di giudizio, capacità di collegare i saperi, maturità critica e consapevolezza civica.
In questa prospettiva assume particolare rilievo anche il suggerimento di valorizzare i percorsi di Educazione civica e di connetterli ai grandi temi dell’attualità. Le sfide poste dalle trasformazioni tecnologiche, dai cambiamenti climatici, dalle tensioni internazionali e dalle nuove forme di partecipazione democratica richiedono cittadini capaci non soltanto di conoscere, ma di comprendere, interpretare e assumere responsabilmente decisioni orientate al bene comune. È questa la finalità più alta della scuola della Repubblica. Anche l’impiego dei chatbot e degli strumenti di intelligenza artificiale può rappresentare una preziosa opportunità educativa, purché il loro utilizzo sia guidato da una solida educazione al pensiero critico. La tecnologia deve sostenere i processi cognitivi senza sostituirli, favorendo negli studenti la capacità di selezionare, interpretare e rielaborare le informazioni in maniera autonoma e responsabile.
L’invito a evitare la cosiddetta “scena muta” merita, inoltre, una riflessione educativa. Ogni studente deve certamente essere incoraggiato a esprimere le proprie conoscenze e competenze; tuttavia, il silenzio non può essere interpretato esclusivamente come indice di impreparazione. Esso può riflettere fragilità emotive, condizioni di stress o percorsi personali complessi, che richiedono una valutazione capace di coniugare rigore, ascolto e responsabilità educativa. La scuola è chiamata aì promuovere il successo formativo attraverso una cultura della valutazione che riconosca la persona nella sua interezza.
Parallelamente, il CNDDU ritiene che il dibattito sulla qualità dell’Esame di Stato debba necessariamente comprendere anche le condizioni professionali dei docenti chiamati a garantirne il corretto svolgimento. In tale prospettiva, assume particolare significato il riscontro ottenuto dal recente intervento del CNDDU dedicato alle criticità organizzative delle commissioni d’esame.
Sulla pagina ufficiale Facebook del CNDDU, il comunicato che ha denunciato l’incremento dei carichi di lavoro conseguente alla riduzione del numero dei commissari, l’alterazione dell’equilibrio organizzativo delle commissioni e le persistenti disparità retributive tra commissari interni ed esterni ha registrato 1.100 “Mi piace”, 232 condivisioni e oltre 350 commenti. Un livello di partecipazione che testimonia quanto tali problematiche siano profondamente avvertite dalla comunità scolastica e quanto sia ormai improcrastinabile un intervento istituzionale. Una partecipazione così ampia non rappresenta soltanto un dato statistico, ma esprime la richiesta diffusa di una scuola capace di coniugare qualità della valutazione, efficienza organizzativa e giustizia professionale.
Non può esservi credibilità del sistema valutativo se coloro che sono chiamati ad assicurarne il funzionamento operano in condizioni caratterizzate da crescenti responsabilità, da un significativo incremento del lavoro richiesto e da un riconoscimento economico che continua a presentare evidenti elementi di disparità.
Per queste ragioni il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani rinnova l’auspicio che il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, promuova un confronto finalizzato alla revisione dell’attuale organizzazione delle commissioni d’esame e del sistema delle indennità spettanti ai commissari, nella prospettiva di una maggiore proporzionalità tra responsabilità esercitate, carichi di lavoro e riconoscimento professionale. Investire sulla qualità dell’Esame di Stato significa investire, nello stesso tempo, sugli studenti e sui docenti. Una comunità educativa realmente inclusiva si fonda sull’equilibrio tra diritti e responsabilità, tra innovazione e valorizzazione del capitale umano, nella consapevolezza che la credibilità della scuola pubblica passa anche attraverso il rispetto della dignità professionale di chi ogni giorno ne garantisce il funzionamento.
prof. Romano Pesavento
presidente CNDDU










