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Incontro del Rotary Club Messina Stretto di Messina. Scopo evento : “Non persuadere ma informare”

L’incontro si è concluso in un clima di confronto rispettoso e costruttivo, con l’auspicio condiviso che il dibattito pubblico possa continuare a svilupparsi con la stessa profondità e correttezza.

Nel prestigioso Salone delle Bandiere del Comune di Messina si è svolto l’incontro dal titolo “La separazione delle carriere – Il referendum, una scelta consapevole”, promosso dal Rotary Club Messina Stretto di Messina nell’ ambito di un Interclub che coinvolge il Rotary Club Messina ed il Rotary Club Messina Peloro. Un appuntamento di alto profilo istituzionale e culturale che ha visto la partecipazione di esponenti del mondo forense, accademico e della magistratura, chiamati a confrontarsi su uno dei temi più delicati e dibattuti del panorama costituzionale italiano.
Ad aprire i lavori, dopo i riti rotariani, è stata la presidente del Club, Agata Labate, che ha sottolineato l’importanza del ruolo civico del Rotary nel promuovere occasioni di approfondimento su questioni di rilevanza nazionale, offrendo alla cittadinanza strumenti di conoscenza utili a orientare scelte consapevoli.
La moderazione dell’evento è stata affidata all’avv. Silvana Paratore, legale esperto di politiche sociali, che ha guidato con equilibrio e competenza il confronto tra le diverse posizioni. Prima di dare avvio al dibattito, l’avv. Paratore ha illustrato in modo puntuale il quesito referendario, soffermandosi sulle modifiche al testo della Costituzione in esso contenute. Ha ricordato come si tratti del quarto referendum costituzionale della storia repubblicana e ha precisato che, a differenza dei referendum abrogativi, per la sua validità non è previsto il raggiungimento del quorum. Un passaggio, questo, particolarmente significativo per comprendere la portata dello strumento referendario in ambito costituzionale.
La moderatrice ha inoltre evidenziato come il ruolo civico delle istituzioni e delle associazioni si esplichi proprio nell’offrire ai cittadini occasioni di approfondimento, affinché il voto sia realmente espressione di una scelta libera, informata e responsabile.
A introdurre i contenuti tecnici della discussione sono stati l’avv. Carlo Morace, componente dell’OCF ( organismo congressuale forense), ed Andrea La Spada, presidente dell’ANM di Messina, che hanno delineato il quadro ordinamentale attuale e le implicazioni della riforma proposta.
Il cuore dell’incontro è stato il dibattito tra i sostenitori del “Sì” — gli avvocati Gullino, Pruiti Ciarello e il senatore Palumbo — e i rappresentanti del “No” — il professore di diritto costituzionale D’Andrea, l’avvocato Notarianni e il magistrato Marino.
Le domande rivolte dalla moderatrice hanno toccato i principali snodi della riforma: il ruolo della magistratura negli equilibri della Costituzione; la riforma del CSM e l’ipotesi del sorteggio per la selezione dei componenti; l’istituzione di un’Alta Corte disciplinare; la separazione delle carriere tra magistratura requirente e giudicante; le modalità di accesso e formazione in magistratura; le possibili ricadute concrete per una persona coinvolta in un processo; e, infine, gli effetti di lungo periodo che tale scelta potrebbe determinare sul futuro della giustizia italiana.
Nel confronto sono emerse visioni differenti. I sostenitori del “Sì” hanno evidenziato come la separazione delle carriere possa rafforzare il principio di terzietà del giudice, garantendo una distinzione più netta tra funzione requirente e giudicante e contribuendo a una maggiore percezione di imparzialità del sistema. Hanno inoltre sottolineato come la riforma del CSM e l’introduzione di meccanismi innovativi possano rappresentare un’occasione per superare criticità emerse negli ultimi anni.
Di contro, i relatori favorevoli al “No” hanno espresso preoccupazione per un possibile indebolimento dell’unità della magistratura, paventando il rischio di squilibri nell’assetto costituzionale e di una diversa configurazione dei rapporti tra poteri dello Stato. Particolare attenzione è stata dedicata al tema delle garanzie di indipendenza e alle possibili conseguenze sistemiche della riforma.
L’incontro si è concluso in un clima di confronto rispettoso e costruttivo, con l’auspicio condiviso che il dibattito pubblico possa continuare a svilupparsi con la stessa profondità e correttezza. Ancora una volta, il Rotary si è confermato luogo privilegiato di dialogo e riflessione, contribuendo a rafforzare quella cultura della partecipazione consapevole che rappresenta il fondamento di ogni democrazia matura.
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