L’Avv. Sebastian Romeo, esponente del Circolo territoriale Zancle di Fratelli d’Italia ed ex Consigliere della Terza Circoscrizione, interviene sulla riapertura e valorizzazione del Don Bosco e, più in generale, sulla programmazione degli interventi di manutenzione del verde pubblico in città.
“Non contestiamo la riqualificazione del Don Bosco. Contestiamo il metodo: perché ciò che viene chiesto quotidianamente dai cittadini resta senza risposta, mentre per un’iniziativa dell’Amministrazione tutto diventa improvvisamente urgente?”
La riapertura e la valorizzazione del Don Bosco sono certamente un fatto positivo per il Quartiere Lombardo e per l’intera città. Nessuno può essere contrario alla restituzione alla comunità di uno spazio che per decenni ha rappresentato un punto di riferimento per giovani e famiglie.
Ma proprio perché si parla di servizi pubblici, di verde e di decoro urbano, una domanda politica è inevitabile: perché la stessa solerzia mostrata oggi da MessinaServizi Bene Comune non viene riservata anche alle tante richieste di intervento che arrivano quotidianamente dai quartieri della città?
Il tema non è il Don Bosco. Il tema è la coerenza dell’azione amministrativa.
E su questo punto esiste anche un precedente concreto che riguarda direttamente alcune zone periferiche della città.
“Oltre un mese fa – ricorda Romeo – avevo già denunciato pubblicamente i disagi causati dall’incompleto intervento di scerbatura nel Rione Gescal, a Contrada Baglio e a San Giovannello. Dopo una lunga attesa, i lavori erano stati finalmente avviati, ma gli interventi risultavano eseguiti soltanto in parte, lasciando numerose aree ancora invase dalla vegetazione spontanea.”
“Da allora – prosegue – nonostante la segnalazione e l’appello rivolto all’Amministrazione, non ho ricevuto alcun riscontro concreto e, soprattutto, non si è avuta quella tempestività che oggi vediamo manifestarsi in occasione del Don Bosco.”
Non si tratta, dunque, di una critica astratta o di una polemica costruita sul nulla. C’è una richiesta precisa, c’è un intervento avviato e non completato, ci sono cittadini che attendono una risposta e c’è una situazione che continua a rappresentare un problema per il territorio.
È lecito allora chiedersi: perché in alcune occasioni le squadre, i mezzi e le risorse sembrano essere immediatamente disponibili, mentre in altre i cittadini sono costretti ad attendere settimane o mesi per ottenere una semplice manutenzione ordinaria?
Da tempo vengono segnalate aree verdi abbandonate, interventi di scerbatura necessari, spazi pubblici che necessitano di pulizia e manutenzione. Richieste che, in molti casi, riguardano attività che rientrano nella missione e nei servizi affidati alla società partecipata attraverso il contratto di servizio, come ad esempio le aree di Villaggio Aldisio riqualificate da ForestaMe e la Villetta Esperia nel Rione Gescal.
Eppure, quando a chiedere un intervento sono cittadini, comitati e rappresentanti dei territori, troppo spesso la risposta è il silenzio, il rinvio o l’attesa.
Poi arriva il sopralluogo del sindaco Federico Basile, arriva la comunicazione ufficiale dell’Amministrazione, arriva la vetrina politica della “rigenerazione urbana” e, improvvisamente, il verde da curare diventa una priorità.
È una coincidenza?
Se lo è, sarebbe utile che l’Amministrazione spiegasse perché.
Perché MessinaServizi dovrebbe essere immediatamente disponibile quando l’intervento diventa parte di un’iniziativa politica dell’Amministrazione e non con la stessa rapidità quando sono i cittadini a chiedere semplicemente la manutenzione di un’area pubblica?
Il verde pubblico non può essere curato in base alla presenza o meno di una telecamera, di un comunicato stampa o di un sopralluogo del sindaco.
E soprattutto, se per il Don Bosco sono previste risorse, uomini, mezzi o attività ulteriori rispetto a quelle ordinariamente previste, chiediamo che venga spiegato pubblicamente con quali risorse, attraverso quale atto e sulla base di quale criterio di priorità.
Il presidente di MessinaServizi, Giuseppe Laface, dovrebbe chiarire ai cittadini quale sia il criterio con cui vengono programmati gli interventi sul territorio e, soprattutto, come vengano stabilite le priorità tra le diverse richieste provenienti dai quartieri.
Il sindaco Basile, invece, dovrebbe spiegare perché un’Amministrazione che parla continuamente di rigenerazione urbana non riesca a garantire con la stessa puntualità la manutenzione ordinaria degli spazi pubblici nei quartieri.
Perché la vera rigenerazione urbana non è quella che comincia con un post sui social.
La vera rigenerazione urbana comincia dal marciapiede sotto casa, dal giardino pubblico del quartiere, dall’area verde che un cittadino segnala e che non può aspettare mesi per essere pulita.
“Le periferie – sottolinea Romeo – non possono essere considerate aree di serie B. I cittadini del Rione Gescal, di Contrada Baglio, di San Giovannello, di Villaggio Aldisio e di tutte le periferie della città, hanno diritto a ricevere servizi efficienti e interventi completati con la stessa puntualità riservata alle zone che diventano oggetto di iniziative pubbliche e comunicazione istituzionale.”
“Non è accettabile – continua – che una segnalazione pubblica possa rimanere senza riscontro mentre, contemporaneamente, davanti a un’iniziativa dell’Amministrazione, si riescano a mobilitare uomini e mezzi con grande rapidità. Se esiste un criterio oggettivo di programmazione, lo si renda pubblico. Se invece esistono priorità diverse, si abbia il coraggio di spiegarle ai cittadini.”
Come Fratelli d’Italia – Circolo territoriale Zancle non abbiamo nulla contro il recupero del Don Bosco. Al contrario, auspichiamo che quel luogo possa tornare davvero a essere patrimonio della comunità.
Ma proprio per questo diciamo con chiarezza che Messina non può essere una città a due velocità: una dove la manutenzione arriva quando serve a raccontare l’azione dell’Amministrazione e un’altra dove i cittadini devono inseguire per settimane una semplice scerbatura.
Chiediamo quindi al sindaco Basile e al presidente La Face di rendere pubblici i criteri di programmazione degli interventi, le richieste di manutenzione ancora inevase, lo stato degli interventi già avviati ma non completati e le risorse destinate alla cura del verde, affinché sia chiaro a tutti se a Messina le priorità vengono stabilite dalle esigenze dei territori o dalla necessità di comunicare un risultato politico.
E chiediamo, in particolare, che venga dato finalmente un riscontro alle situazioni già segnalate nel Rione Gescal, Contrada Baglio, San Giovannello e Villaggio Aldisio, procedendo al completamento degli interventi rimasti incompiuti.
Meno sopralluoghi da fotografare e più risposte ai cittadini.
Il verde pubblico è un servizio! Il decoro urbano è un servizio! La manutenzione è un servizio!
E i servizi pubblici non dovrebbero avere bisogno di un post del sindaco per essere garantiti.
Messina, 28.08.2026
Avv. Sebastian Romeo










