Nonostante non vi siano ancora casi confermati sul territorio nazionale, le autorità sanitarie italiane hanno innalzato la soglia di attenzione. Il Ministero della Salute ha attivato una rete capillare di sorveglianza in seguito a un focolaio rilevato sulla nave da crociera MV Hondius e lungo le rotte aeree che collegano Sudafrica, l’isola di Sant’Elena e l’Argentina.
La rete di monitoraggio sta seguendo diversi profili ritenuti a rischio per esposizione diretta o indiretta:
A Messina: Una turista argentina è attualmente ricoverata al Policlinico per una grave polmonite sospetta. I campioni biologici sono stati inviati d’urgenza all’Istituto “Lazzaro Spallanzani” di Roma per la conferma diagnostica.
Oltre ai casi ospedalizzati, altri quattro passeggeri italiani sono stati posti in isolamento fiduciario. Per loro è previsto un protocollo di controllo rigoroso della durata di 42 giorni, termine necessario per escludere il contagio vista la finestra di incubazione del virus.
Il Ministero della Salute, pur definendo il rischio per la popolazione generale “molto basso”, ha ribadito la necessità di applicare il principio di massima cautela. Tutte le procedure sono attualmente coordinate dall’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive “Spallanzani”, centro di riferimento per la gestione delle emergenze di questo tipo.
L’allarme per il sospetto caso di Hantavirus a Messina è ufficialmente rientrato la mattina del 13 maggio. I test specialistici eseguiti dall’Istituto Nazionale Malattie Infettive “Lazzaro Spallanzani” di Roma hanno dato esito negativo. La paziente: Una turista argentina di 49 anni ricoverata con una grave polmonite. Il motivo del sospetto: Proveniva da una zona endemica dell’Argentina ed era atterrata in Italia a fine aprile.










