Connettiti con noi

Cerca articoli o argomenti

*Asterisco

Palazzo Zanca, l’opposizione c’è e batte più colpi

Archiviato il fisiologico silenzio estivo che ha seguito la tempesta delle Amministrative

Archiviato il fisiologico silenzio estivo che ha seguito la tempesta delle Amministrative – anticipate e cariche di veleni – Palazzo Zanca è tornato a pieno regime. Vecchi e nuovi inquilini hanno preso posto in Aula per misurarsi con le questioni che Messina attende da tempo di vedere risolte. La fotografia del nuovo Consiglio è nota: una maggioranza schiacciante a sostegno del Sindaco confermatissimo Federico Basile. Di fronte, una minoranza numericamente esigua ma ben consapevole del peso del mandato popolare: indirizzo, controllo e incalzamento serrato dell’Amministrazione.

E l’opposizione ha deciso di farsi sentire. E’ stata dissepolta l’ascia di guerra.

L’attacco è concentrico e parte da ogni angolo: dalla sede centrale di Palazzo Zanca alle sette Municipalità. Tutti i nodi, puntualmente, stanno venendo al pettine. È l’ordinaria disamministrazione quotidiana che i messinesi subiscono sulla propria pelle: il rischio di chiusura di Casa Serena, le strade che si allagano alle prime piogge autunnali, l’insufficienza di impianti sportivi a norma, i cantieri che accumulano ritardi cronici, gli scuolabus che non bastano, la manutenzione del verde al collasso – con la crisi emblematica di ForestaMe – e l’eterna emergenza idrica.

Un grido di dolore che dalla città arriva dritto in Consiglio.

Ma il clima si fa davvero rovente quando lo scontro si sposta dal piano amministrativo a quello politico. Il primo fronte è quello delle Partecipate. Il Sindaco Basile, in piena sintonia con il suo leader Cateno De Luca, ha applicato alla lettera lo spoils system nella scelta dei vertici: su oltre cinquecento curricula, la scelta è caduta su figure organiche a Sud chiama Nord. Rivendicando la legittimità dell’atto, Basile ha ricordato che la legge gli conferisce il potere di nominare persone di sua fiducia e che condividano il suo programma.

L’opposizione contesta proprio questa interpretazione estensiva del rapporto fiduciario e parla di nomine finalizzate alle esigenze elettorali del partito, coniando un neologismo destinato a fare discutere: “Capocrazia”.

Secondo fronte, altrettanto delicato: il territorio decentrato. Casus belli è la circolare della Segretaria Generale Rossana Carrubba che, per ragioni di “opportunità”, dispone che le segnalazioni dei consiglieri circoscrizionali debbano essere vistate dai Presidenti di Municipalità prima di essere inoltrate agli uffici competenti. Per le opposizioni non è una semplice questione burocratica, ma un vulnus alla libertà di mandato di consiglieri eletti direttamente dal popolo e una grave interferenza nelle dinamiche democratiche. Qui non si discute di una circolare, ma di due visioni opposte della partecipazione.

A tenere altissima la tensione, infine, l’ultimo caso della settimana: la mancata approvazione dello schema di Contratto di Servizio tra il Comune e Messina Social City. Con i suoi quasi 54 milioni di euro in tre anni di bilancio, l’Azienda Speciale è il braccio operativo dell’Amministrazione nel settore più delicato: i servizi ai cittadini più fragili. Sulla delibera è divampato un dibattito incandescente: oltre trenta emendamenti, dubbi sull’iter, incertezze sul nesso tra approvazione del bilancio e del contratto, perplessità sulle procedure di affidamento.

Un fuoco incrociato che ha costretto il Presidente del Consiglio a rinviare la seduta.

La maggioranza governa, ma l’opposizione c’è. E batte colpi. Forte.

La storia continua. Noi saremo qui a raccontarvela.

 

Lillo Zaffino

 

 

Clicca per commentare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

LEGGI ANCHE

*Asterisco

Questo Agosto, la città non lo dimenticherà facilmente.

-

I cittadini messinesi si sono subito prodigati in una gara di solidarietà

Copyright © 2024 | Testata giornalistica on-line d'informazione | Registrazione Tribunale di Messina n.12/2002 | P.I. IT02680760838 | Direttore Editoriale: Lillo Zaffino | Direttore Responsabile: Dario Buonfiglio