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*Asterisco di domenica 7 giugno 2026. Archiviata la campagna elettorale, si pensa alle consultazioni regionali

Definitivo il riparto dei seggi in Consiglio: FdI perde un seggio a favore della Lega. Archiviata la vittoria schiacciante di Basile, i partiti si riorganizzano per la “madre di tutte le battaglie”

Chiuso ufficialmente il capitolo delle amministrative, la politica messinese non ha tempo per rifiatare. La Commissione elettorale centrale ha terminato il lavoro di revisione e limatura dei voti, definendo la geometria dei 32 seggi di Palazzo Zanca. Gli ultimi conteggi introducono una novità nel centrodestra: Fratelli d’Italia scende da 3 a 2 consiglieri, cedendo un seggio alla Lega, che raddoppia la propria presenza salendo a quota 2.

Ma la vera partita, adesso, si sposta su scala sovracomunale. Archiviata la tempesta elettorale che ha visto il trionfo schiacciante di Federico Basile — volto e interprete del cosiddetto sistema “Basiluca” — la città si trova in una fase di “quiete dinamica”. Sotto la superficie, infatti, le diplomazie sono già al lavoro per la madre di tutte le battaglie: il rinnovo dell’Assemblea Regionale Siciliana e l’elezione del nuovo Governatore.

Il tempo stringe e le coalizioni si trovano a dover sciogliere nodi politici intricatissimi, sia nei rapporti di forza tra i partiti, sia al loro stesso interno. Per i perdenti è il momento della resa dei conti e dell’analisi di sconfitte decisamente cocenti; per i vincitori, è il momento di capitalizzare il consenso. Le elezioni regionali si annunciano come un terremoto capace di ridisegnare completamente gli equilibri dell’Isola.

In questo scenario, il ruolo di  protagonista spetta di diritto a Cateno De Luca, leader di Sud chiama Nord e da tempo candidato in pectore alla presidenza della Regione.

Molti osservatori lo avevano previsto: le dimissioni anticipate del sindaco e il conseguente voto a Messina non sono stati un caso, ma una precisa mossa geopolitica. L’obiettivo? Arrivare al tavolo delle trattative regionali e nazionali con un peso specifico d’acciaio.

I numeri, d’altronde, danno ragione alla strategia di De Luca:

~60% dei consensi incassati dal neo-sindaco Basile.

Quasi 20 mila voti in più rispetto alla precedente tornata elettorale.

Con questo enorme bottino di fiches in mano, il movimento di De Luca si prepara a dettare le condizioni agli alleati e agli avversari. La corsa verso i palazzi palermitani si preannuncia simile a un tavolo da poker di altissimo livello: una partita complessa dove il bluff è parte del gioco, ma dove il rischio più grande resta l’imprevedibilità di attori pronti a sparigliare le carte pur di cambiare le sorti del match. La campagna per la Regione è già iniziata.

Lillo Zaffino

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