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Messina Social City, contratto da 53 milioni: l’opposizione chiede chiarimenti

La proposta prevede un impegno di circa 17,9 milioni di euro l’anno. I consiglieri di minoranza chiedono documentazione e pareri prima del voto. Il Pd: «Non siamo contro la Social City, vogliamo tutelarla».

Il nuovo contratto di servizio della Messina Social City prevede un impegno di circa 17,9 milioni di euro l’anno, per complessivi 53 milioni di euro nel triennio.

La proposta è stata discussa in Consiglio comunale, dove i gruppi di opposizione hanno chiesto chiarimenti sulla documentazione allegata all’atto e sugli aspetti economici e finanziari dell’affidamento.

Tra i documenti indicati dai consiglieri figurano bilancio, piano programma, budget e i pareri degli organismi competenti.

LA DOCUMENTAZIONE AL CENTRO DEL CONFRONTO

I Consiglieri di opposizione, fra cui il consigliere della Lega Cosimo Oteri e Amalia Centofanti,  hanno chiesto che la proposta venga accompagnata da tutti gli atti necessari per consentire l’esame del contratto.

Tra le questioni sollevate c’è anche quella relativa alla situazione contabile della Messina Social City. Alcuni consiglieri hanno chiesto chiarimenti sulle procedure di approvazione, trasmissione e pubblicazione dei documenti di bilancio.

È stata inoltre richiesta l’acquisizione del parere dei Revisori dei conti.

SCURRIA: «APRIREMO IL VASO DI PANDORA»

Il consigliere Marcello Scurria ha contestato in aula le modalità con cui è stata presentata la proposta.

Secondo Scurria, il Consiglio comunale dovrebbe poter esaminare preventivamente tutta la documentazione relativa al contratto, considerato l’importo complessivo dell’affidamento.

Il consigliere ha inoltre annunciato l’intenzione di trasmettere gli atti agli organi di controllo per gli approfondimenti che dovessero rendersi necessari.

Scurria, accompagnato dai consiglieri Giuseppe Capurro e Simona Contestabile, ha sollevato anche il tema degli affidamenti dei servizi alle partecipate comunali, richiamando il ruolo dei consigli di amministrazione e delle nomine effettuate dagli organismi di competenza.

Tra le questioni poste dal consigliere anche quella relativa alla gestione dei servizi attraverso le società partecipate e alla necessità, a suo giudizio, di verificare costi, convenienza e sostenibilità delle singole operazioni.

IL PD: «NON SIAMO CONTRO LA MESSINA SOCIAL CITY»

Anche il Partito Democratico ha espresso perplessità sulla proposta di contratto di servizio.

I consiglieri del Pd, nella persona della consigliera Perrone,  hanno riferito di avere esaminato la delibera e di aver individuato, a loro giudizio, aspetti finanziari che richiedono ulteriori chiarimenti.

Particolare attenzione è stata posta sul parere dei Revisori e sulla documentazione necessaria per la valutazione della proposta, come evidenziato anche dagli interventi in aula della consigliera Russo.

«Non siamo contro la Messina Social City, assolutamente. Anzi, cerchiamo di tutelarla nel migliore dei modi», ha ribadito la consigliera democratica, Mariella Perrone,  chiedendo però che l’azienda e il contratto siano accompagnati dalla documentazione prevista.

IL TEMA DEGLI AFFIDAMENTI ALLE PARTECIPATE

Nel dibattito l’opposizione ha collegato il contratto della Messina Social City alla più ampia questione degli affidamenti dei servizi alle partecipate comunali.

I consiglieri di minoranza hanno citato, tra gli altri, il servizio mensa affidato ad ATM e il trasferimento alla Messina Social City di ulteriori attività, tra cui quelle relative allo sport.

Secondo l’opposizione, prima di procedere con nuovi affidamenti occorre verificare la convenienza economica delle operazioni, la sostenibilità dei costi e la presenza di tutta la documentazione necessaria.

È stato inoltre sollevato il tema dei consigli di amministrazione delle partecipate. Alcuni consiglieri hanno contestato la scelta di ricorrere ai Cda e hanno chiesto chiarimenti sui relativi costi e sulle modalità di nomina.

«LA MAGGIORANZA NON PUÒ FARE TUTTO PERCHÉ HA I NUMERI»

Nel corso del confronto sono state rivolte critiche anche al funzionamento dei lavori consiliari.

I consiglieri di opposizione hanno rivendicato il diritto di poter intervenire e di disporre del tempo necessario per esaminare gli atti prima del voto.

È stato inoltre contestato il comportamento della presidenza dell’aula in occasione di una seduta nella quale, secondo quanto riferito da un consigliere, gli sarebbe stato tolto il microfono.

La minoranza ha chiesto che il presidente del Consiglio mantenga una posizione imparziale nei confronti dei gruppi consiliari, maggioranza e opposizione.

I PROFILI DI LEGITTIMITÀ

Nel corso delle sedute alcuni consiglieri hanno sollevato anche dubbi sulla legittimità delle procedure relative agli affidamenti.

L’opposizione ha chiesto che tali aspetti vengano verificati attraverso la documentazione amministrativa e i pareri degli organi competenti.

I consiglieri hanno annunciato, qualora dagli approfondimenti dovessero emergere ulteriori elementi, la possibilità di sottoporre gli atti agli organismi di controllo.

I 53 MILIONI NEL TRIENNIO

Il contratto sottoposto al Consiglio prevede un impegno di circa 17,9 milioni di euro ogni anno.

Nel triennio il valore complessivo indicato è di circa 53 milioni di euro.

Su questa cifra l’opposizione chiede che siano forniti dettagli relativi alla composizione dei costi, ai servizi previsti, agli obiettivi assegnati alla Messina Social City e alle modalità di controllo da parte del Comune.

Il Pd ha chiesto inoltre che siano acquisiti tutti i documenti necessari prima della votazione.

IL CONFRONTO PROSEGUE

La discussione sulla proposta di contratto di servizio proseguirà in Consiglio comunale.

I gruppi di opposizione hanno confermato la richiesta di acquisire la documentazione e i pareri mancanti o da verificare.

La maggioranza dovrà quindi proseguire l’iter della proposta sulla base degli atti che saranno messi a disposizione dell’aula.

Al centro della discussione restano il contratto da 17,9 milioni di euro l’anno, la sua durata triennale e il valore complessivo di circa 53 milioni di euro, oltre alla documentazione richiesta dai consiglieri per procedere all’esame della proposta.

Il caso Messina Social City, insomma, va oltre il singolo contratto di servizio. Sul tavolo c’è una domanda più ampia: quale deve essere il ruolo delle partecipate del Comune nella gestione dei servizi pubblici e quali garanzie di trasparenza, controllo e sostenibilità devono accompagnare ogni affidamento?
Sarà su questo terreno che maggioranza e opposizione saranno chiamate a confrontarsi nelle prossime sedute di Palazzo Zanca.

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