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Relazione di inizio mandato, Minutoli: nessun rifiuto del confronto, ma rispetto delle regole

È proprio per rispetto delle istituzioni che non possiamo trasformare una previsione normativa in un obbligo che la legge non contempla.

In riferimento alle dichiarazioni diffuse nelle ultime ore sulla mancata convocazione di una seduta consiliare dedicata alla relazione di inizio mandato del Sindaco, ritengo doveroso fare chiarezza, nell’interesse dell’istituzione che rappresento e del corretto funzionamento del Consiglio comunale.
La relazione di inizio mandato è un adempimento previsto dalla normativa e ha la finalità di rappresentare la situazione finanziaria e amministrativa dell’Ente all’avvio del nuovo mandato.
La normativa, tuttavia, non prevede che tale relazione debba essere obbligatoriamente illustrata e discussa dal Sindaco in una seduta del Consiglio comunale.
Diversa è la disciplina prevista per le relazioni annuali sullo stato di attuazione del programma, per le quali è espressamente previsto il coinvolgimento del Consiglio comunale e il relativo dibattito.
Pertanto, non vi è alcun tentativo di sottrarsi al confronto, né tantomeno alcuna “retromarcia” o volontà di nascondere atti e documenti.
Il Consiglio comunale esercita le proprie prerogative nel rispetto delle competenze attribuitegli dalla legge e dal regolamento, così come il Presidente del Consiglio è chiamato a garantire che ogni richiesta venga esaminata e trattata secondo le procedure previste.
La relazione di inizio mandato è, peraltro, un documento pubblico e conoscibile, e il suo contenuto è nella disponibilità dei consiglieri e della cittadinanza.
Se le forze politiche ritengono di voler promuovere un confronto sui contenuti della relazione, il dibattito politico e istituzionale non è certamente impedito. Ma altra cosa è sostenere che esista un obbligo normativo per il Sindaco di venire in Aula a riferire sulla relazione di inizio mandato.
È proprio per rispetto delle istituzioni che non possiamo trasformare una previsione normativa in un obbligo che la legge non contempla.
Il Consiglio comunale continuerà a garantire, nell’ambito delle proprie competenze, trasparenza, confronto e pieno esercizio delle prerogative dei consiglieri, maggioranza e opposizione.
Nessuna paura del confronto, dunque.
Semplicemente, il confronto istituzionale deve avvenire nelle forme e nei tempi previsti dalla legge e dal regolamento.

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