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Cultura

Mandanici, inaugurata la XVI edizione del Congresso Multidisciplinare: il discernimento come antidoto alla confusione tra informazione e verità

 “Discernimento e verità: orientarsi tra informazione, sapere e realtà”

“Discernimento e verità: orientarsi tra informazione, sapere e realtà”. È questo il tema scelto per la XVI edizione del Congresso Multidisciplinare di Mandanici, inaugurata nella suggestiva cornice del Museo Etnoantropologico del piccolo centro collinare ionico.

Una nuova edizione che conferma la vocazione di Mandanici quale luogo privilegiato di incontro, confronto e riflessione tra saperi differenti e che, ancora una volta, porta al centro del dibattito alcune delle questioni più urgenti della contemporaneità: il rapporto tra informazione e verità, tra conoscenza e percezione, tra realtà e sua rappresentazione.

La cerimonia inaugurale è stata condotta con professionalità, eleganza e competenza dall’avvocata Silvana Paratore, legale esperto di politiche sociali, che ha accompagnato il pubblico attraverso i diversi momenti della manifestazione scientifica, introducendo autorità, relatori e protagonisti della XVI edizione. “Sedici edizioni non rappresentano soltanto la continuità di una manifestazione. Rappresentano una storia. La storia di un progetto culturale che negli anni ha saputo trasformare un piccolo centro della provincia messinese in un luogo nel quale studiosi, professionisti, accademici e rappresentanti delle istituzioni possono incontrarsi e confrontarsi su temi di grande rilevanza scientifica, culturale e sociale” ha dichiarato la Paratore

L’evento promosso dall’Osservatorio di Antropologia Cognitiva ed Evoluzionistica “Archetipi e Territorio”, con il patrocinio del Comune di Mandanici, dell’Università degli Studi di Messina, dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Messina e dell’Ordine degli Ingegneri, in sinergia con l’associazione Il Centauro Organizzazione di Volontariato di Messina è stato ideato dal dottor Giuseppe Mento, presidente dell’Osservatorio “Archetipi e Territorio”, direttore scientifico e organizzatore del Congresso, che da sedici anni ha portato avanti con passione e determinazione un appuntamento ormai consolidato nel panorama culturale messinese. Un congresso, ha dichiarato Mentonato dalle domande del nostro tempo.  Viviamo immersi nell’informazione. Riceviamo continuamente immagini, notizie, opinioni, dati e interpretazioni. La tecnologia ha moltiplicato le possibilità di accesso alla conoscenza, ma questa enorme disponibilità di contenuti porta con sé una domanda fondamentale: come distinguere ciò che sappiamo da ciò che crediamo di sapere? Dove finisce il fatto e dove comincia la sua interpretazione? Come riconoscere una fonte attendibile da una narrazione costruita? Come distinguere l’evidenza dalla percezione? Domande che non riguardano soltanto il giornalismo e la comunicazione, ma investono la medicina, la scienza, il diritto, la politica, la psicologia, la formazione e la tecnologia. E, in definitiva, riguardano ciascuno di noi.

La tre giorni congressuale si propone ancora una volta come un vero e proprio laboratorio di conoscenza viva, nel quale le diverse discipline non rimangono separate, ma dialogano tra loro. Il Museo Etnoantropologico di Mandanici diventa così non soltanto sede dei lavori, ma anche luogo simbolico nel quale esperienza umana, memoria, ricerca scientifica e riflessione filosofica possono incontrarsi. E Mandanici, piccolo centro rurale incastonato tra le colline ioniche, si conferma protagonista di questa esperienza. Da sedici anni ha detto l’Assessore Gerardo Caffo, presente alla cerimonia in rappresentanza del Sindaco Armando Carpo, il paese accoglie il pensiero, la ricerca e il confronto, dimostrando come anche una piccola comunità possa diventare punto di riferimento per una riflessione capace di oltrepassare i confini del territorio. Egli ha sottolineato il valore del Congresso non soltanto dal punto di vista scientifico e culturale, ma anche quale opportunità per la crescita del territorio.  Per Matteo Allone presidente dell’Ass. Il Centauro Onlus,  lo spirito multidisciplinare del Congresso è costruire ponti tra teoria e pratica, tra scienza e cultura, tra individuo e società.

Presente l’ Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Messina con il consigliere dott. Antonino Campisi gia’ medico di famiglia, cardiologo e nefrologo che ha ulteriormente evidenziato la dimensione scientifica e professionale dell’iniziativa; per l’Università degli Studi di Messina il Prorettore Vicario prof. Giuseppe Giordano; per la Fidapa sezione Santa Teresa  Valle D’ Agro’ la Presidente Barbara Valenti e per l’ Avant Garde la Direttrice, psicologa, musicista e compositrice Rosalba Lazzarotto.

Ad aprire il programma scientifico della XVI edizione sono stati il professor Giuseppe Giordano, il professor Giuseppe Gembillo e la professoressa Annamaria Anselmo. Giuseppe Giordano ha richiamato la vocazione originaria della filosofia come ricerca della verità e la consapevolezza, maturata nel suo lungo percorso, che la verità assoluta non possa essere considerata una conquista definitiva, ma piuttosto una continua ricerca di senso della realtà; il professor Giuseppe Gembillo, già ordinario di Storia della Filosofia presso l’Università di Messina, ha posto al centro della sua riflessione il tema “La verità in pericolo”, interrogandosi sul rapporto tra verità, conoscenza e complessità e la prof.ssa Annamaria Anselmo si è soffermata su “ Il sapere, i saperi”.  Interventi che hanno immediatamente delineato il carattere della manifestazione: non offrire risposte precostituite, ma aprire nuove domande.

Il momento più atteso della cerimonia inaugurale è stato quello dedicato al Premio Raoul Di Perri 2026 per la Scienza, l’Arte e la Cultura, assegnato quest’anno al giornalista e scrittore Gery Villaroel. Un riconoscimento istituito per ricordare la figura di Raoul Di Perri, uomo di medicina e uomo dal pensiero libero, e che ogni anno intende valorizzare personalità capaci di distinguersi per il proprio impegno nel campo della scienza, dell’arte e della cultura.

La scelta di Gery Villaroel assume un significato particolarmente coerente con il tema della XVI edizione ha precisato il dott. Giuseppe Mento. Giornalista messinese di lunga esperienza, Villaroel ha attraversato diverse stagioni dell’informazione, facendo della parola non soltanto uno strumento professionale, ma anche uno strumento di conoscenza, memoria e partecipazione alla vita culturale. Alla professione giornalistica ha affiancato un’intensa attività culturale e letteraria, arrivando anche alla direzione responsabile del mensile Moleskine. Il riconoscimento è stato consegnato dal dott. Luca Di Perri, nel segno di una continuità ideale tra la memoria di Raoul Di Perri e la valorizzazione di chi, attraverso la propria attività, continua a promuovere cultura e pensiero.

A Gery Villaroel sono state rivolte dalla Paratore alcune domande sul significato del riconoscimento, sulla trasformazione del giornalismo e sul rapporto tra informazione e verità. Un confronto particolarmente pertinente con il tema della XVI edizione. Gli è stato chiesto che cosa significhi ricevere un Premio dedicato alla memoria di Raoul Di Perri e che cosa rappresenti, per un giornalista, essere riconosciuto non soltanto per la propria carriera, ma anche per il proprio percorso umano e culturale. Si è parlato del cambiamento radicale del mestiere giornalistico: dalla stagione nella quale la notizia veniva cercata, verificata e costruita attraverso tempi e strumenti differenti, all’attuale universo digitale caratterizzato dalla velocità, dalla frammentazione e dalla continua circolazione di contenuti. Una trasformazione che ha prodotto straordinarie possibilità, ma che pone anche nuovi interrogativi sulla responsabilità del giornalista. Al centro del dialogo anche Messina, le sue persone, le sue storie e la sua memoria, e il ruolo che il giornalismo può ancora svolgere nel raccontare un territorio. Non è mancato il confronto tra giornalismo e letteratura e sul diverso rapporto che entrambe le forme di narrazione instaurano con la realtà. Infine, una domanda rivolta al futuro: quale messaggio lasciare ai giovani che oggi scelgono il giornalismo e, soprattutto, quale storia Gery Villaroel vorrebbe ancora raccontare.

La cerimonia inaugurale della XVI edizione ha dunque aperto una tre giorni destinata a trasformare Mandanici in un laboratorio di idee.

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