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Messina ricorda i Camiciotti, Mangano: «Il loro sacrificio continua a parlare alla città»

“La Sicilia ai Siciliani” rinnova la commemorazione del 7 settembre davanti alla Casa dello Studente. Castriciano: «Sono parte della nostra identità». Luttino: «La memoria serve a costruire il futuro».

MESSINA – Si è svolta ieri pomeriggio, davanti alla Casa dello Studente “Prof. Matteo Bottari”, la tradizionale commemorazione dei Camiciotti promossa dall’Associazione culturale “La Sicilia ai Siciliani”.

Il presidente Salvatore Mangano, insieme agli associati, ha ricordato i giovani volontari siciliani che il 7 settembre 1848 difesero Messina durante la riconquista borbonica e che, ormai circondati nel Monastero della Maddalena, preferirono sacrificare la propria vita gettandosi nel pozzo piuttosto che consegnarsi al nemico.

A deporre i fiori davanti alla targa commemorativa è stato Gianluca Castriciano, fondatore dell’associazione insieme a Mangano e da anni impegnato nel recupero e nella divulgazione della storia dei Camiciotti.

«Per noi i Camiciotti non sono soltanto un episodio del passato – afferma Castriciano -. Sono parte della storia di Messina e della Sicilia. Erano ragazzi che difendevano la città e un’idea di libertà. Continuare a ricordarli significa impedire che questa pagina venga dimenticata e trasmetterla ai giovani di oggi».

Un percorso che l’associazione porta avanti da anni e che Nino Luttino, componente del direttivo, ha ricordato con particolare emozione.

«Abbiamo lavorato perché il loro sacrificio non venisse dimenticato – afferma Luttino -. I Camiciotti rappresentano per Messina un simbolo di resistenza e di rinascita. Il loro coraggio deve essere un esempio per le generazioni future. La memoria non è guardare indietro: è sapere da dove veniamo per costruire un futuro migliore».

Nel 2013 l’associazione installò una targa all’esterno della Casa dello Studente, non potendo accedere alla struttura. All’interno sono presenti altre due targhe commemorative, una delle quali al piano inferiore, nel punto in cui si trovava il pozzo del Monastero della Maddalena.

Solo nel 2016, grazie alla collaborazione dell’allora presidente dell’ERSU Fabio D’Amore, l’associazione riuscì a svolgere la commemorazione all’interno della Casa dello Studente, proprio nel luogo legato al sacrificio dei giovani messinesi.

Da allora la cerimonia è tornata all’esterno. La struttura è chiusa da 17 anni.

«Ogni volta che veniamo qui c’è un’emozione che non cambia – afferma il presidente Salvatore Mangano -. Pensare che proprio in questo luogo dei ragazzi abbiano scelto di morire pur di non arrendersi dà a questa commemorazione un peso particolare. Non è una cerimonia fatta per abitudine: è un modo per tenere viva una parte della storia di Messina».

Poi lo sguardo torna alla Casa dello Studente. «Mi auguro che presto si possa tornare a commemorare i Camiciotti all’interno – continua Mangano – ma soprattutto che questa struttura possa finalmente riaprire. Sarebbe il modo più bello per ridare vita a un luogo che oggi rappresenta insieme memoria e attesa. I 220 posti letto previsti significherebbero riportare centinaia di studenti nel centro di Messina, restituire loro un servizio importante e dare nuova vitalità anche alle attività della zona».

«Dopo 17 anni la speranza è che non ci siano altri rinvii e che i lavori possano partire davvero – conclude Mangano -. Sarebbe un segnale importante per gli studenti e per tutta la città».

La commemorazione si è conclusa con la deposizione dei fiori davanti alla targa installata dall’associazione, rinnovando un appuntamento che da anni tiene insieme memoria storica e attenzione per uno dei luoghi simbolo della vita universitaria messinese.

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