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Cultura

Il Mediterraneo e i suoi mille volti

Nuovo anno scolastico, nuova Notte Nazionale del Liceo classico. Una consuetudine che si rinnova senza diventare mai una sterile abitudine. La manifestazione, nata da un’idea del prof. Rocco Schembra, docente di Latino e Greco del Liceo “Gulli e Pennisi” di Acireale e ora Ricercatore di Filologia classica presso l’Università di Torino, è giunta, quest’anno, alla sua XI edizione e ha coinvolto ieri centinaia di licei classici di tutto il territorio italiano. A unire queste tantissime realtà scolastiche oltre all’amore per la cultura classica e alla ferrea volontà di salvaguardarne i suoi valori, è stato il tema scelto. Tutti i licei sono stati chiamati a riflettere sul Mediterraneo, sul Mare nostrum, su quell’assoluto senza confini né spaziali né temporali. Un mare la cui essenza profonda è difficile da spiegare, un luogo che è un connubio di geografia e storia, un crocevia di storie, miti e tradizioni. Luogo di incontro ma anche di scontro, di accoglienza e di violenza; luogo di vita e di morte. Mezzo di connessione e barriera; porto e campo di battaglia. Il Mediterraneo vive di contrasti.
Contrasti che esprimono la poliedricità di questo assoluto, una poliedricità che il Liceo classico “Caminiti-Trimarchi” di Santa Teresa di Riva ha scelto di indagare nell’ambito di una Notte Nazionale che si è rivelata un vero e proprio viaggio alla scoperta dei tanti volti del Mediterraneo. Ad aprire la serata è stata, come di consueto, una sfilata storico mitologica che, partita da Villa Ragno, si è snodata per le vie del paese fino a raggiungere il cortile della scuola. La sfilata è nata quest’anno a seguito di una ricostruzione storico filologica dell’incontro tra Ulisse e Nausicaa, raccontato nell’Odissea. Un incontro che è stato anche riprodotto cinematograficamente, nei giorni precedenti alla Notte Nazionale, e che ha portato alla realizzazione di un video che è stato mostrato ieri al pubblico presente. Dal video alla realtà: Ulisse, Atena, Nausicaa, le ancelle si sono “materializzati” , in un attimo, sulla scena e hanno preso vita. E insieme a loro tutti i personaggi di quello che si può considerare il primo vero poema del mare: il terribile Polifemo, Circe, Calipso, le ammalianti Sirene, Euriclea, Penelope e tanti altri. Tanti altri eroi che, nel corso della loro esistenza, hanno incontrato, vissuto, per ragioni diverse, il mare e i suoi perigli.

Questo è stato solo il primo momento di una serata densa di emozioni. Una serata che è stata divisa, in blocchi, ognuno corrispondente a un volto del Mediterraneo. Da Mare Nostrum che ha analizzato l’aspetto che più facilmente si coglie di questo mare vale a dire quello fisico, a Mare Mostrum, simpatica denominazione atta a indicare il mare della nostra amata Sicilia, delle leggende e delle tradizioni. Il mare di “Lu pisci spada” di Modugno, di Scilla e Cariddi, di Colapesce e delle Sirene. Dal Mediterraneo come locus animae, a cui affidare i propri pensieri mentre intorno regna il silenzio infranto solo dall’incresparsi delle onde al Mediterraneo come locus belli di ieri e di oggi. E oggi, purtroppo, è ancora troppo spesso scenario di tragedie, è locus mortis per donne e bambini che, a bordo di un gommone, affrontano le tempeste animati dalla speranza di un futuro migliore.

Tanti i momenti intensi presenti in ogni singolo blocco: dalla riflessione diacronica su come siano cambiati, nel tempo, gli equilibri geopolitici del Mediterraneo all’invito alla pace affidato alle note della celebre “Imagine” di John Lennon, dalla lettura di testi della letteratura italiana e straniera a esibizioni teatrali e canore. Particolarmente emozionanti le esecuzioni canore di “A mare si gioca”, di “Gente di mare” che ha visto protagonisti tutti gli studenti delle classi quinte e quelle di danza sulle note di “Onde” di Einaudi o dei “Clandestini” di Cocciante. E seguendo un ideale crescendo di intensità, l’emozione ha fatto da padrona nell’ultimo momento “Il Mediterraneo che sogniamo”, animato dalla lettura di lettere diverse, accomunate spesso dal dolore per ciò che il mare, ingiustamente, ha tolto e da un momento corale sulle note di “Hallelujah”.

Eccellenti e indiscussi protagonisti anche quest’anno sono stati gli allievi del Liceo che hanno mostrato tutto il loro talento, il loro amore nei confronti della cultura, il loro senso di appartenenza alla realtà scolastica. In occasione della Notte Nazionale imparano ad amare, in maniera diversa, quegli spazi che quotidianamente vivono. Spazi che cambiano volto come accaduto con i tantissimi Tableaux vivant che hanno preso luogo al primo piano del Liceo. L’arte ha fatto anche da trait d’union tra tradizione e innovazione dal momento che è stata allestita, sempre al primo piano, una piccola mostra virtuale e si è avuta l’opportunità di muoversi, attraverso l’uso dei visori, nella realtà dell’Acropoli ateniese.

Tante esibizioni, tante emozioni in una Notte che, come il Ministro Valditara ha sottolineato nel video inviato dal Comitato organizzativo nazionale, mostra sempre, se ce ne fosse ancora bisogno, la straordinaria vitalità della cultura classica e dei suoi valori. Il tema di quest’anno ha consentito, inoltre, di coniugare al meglio passato e presente, le parole dei grandi poemi epici con quelle dei poeti moderni e contemporanei, la tradizione con l’innovazione. Tutto ciò grazie a un mare che come dice Braudel “non è un paesaggio, ma innumerevoli paesaggi. Non un mare ma un susseguirsi di mari”

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