Messina, 01.09.2026
«La corsa all’attribuzione delle responsabilità di turno, tra istituzioni regionali, direttrice del Museo e i guardiani di notte non è tardata ad animare il dibattito», dichiarano Antonino Mangano (Presidente), Letizia Cascio (membro del Direttivo), Michele Bruno, Francesco La Fauci e Serena Torcasio, a nome del gruppo Oltrestretto, che riunisce expat e fuorisede di Messina e provincia, «Sono già in atto misure disciplinari, ma non è soltanto con questi provvedimenti che si darà solidità al comparto culturale cittadino.»
Il gruppo Oltrestretto specifica che «Prese le misure disciplinari del caso, il futuro dei beni culturali messinesi dipenderà dal modo di ripensare alla sua tutela e valorizzazione. È prioritario attuare gli accorgimenti necessari alla sicurezza. Il furto solleva il bisogno di selezionare in maniera più puntuale le risorse umane preposte a determinate mansioni, che dimostrino sensibilità per ciò che stanno proteggendo, conoscendone il valore, non soltanto economico. Sarà fondamentale creare sinergie tra le istituzioni ai vari livelli di governance presenti a Messina, per pressare su quelle regionali affinché restituiscano dignità ai tesori messinesi. Questo vale per tutti i beni culturali di cui è costellata l’area metropolitana, spesso sconosciuti ai più.»
Oltrestretto fa riferimento «Al Castello di Bauso (Villafranca Tirrena) di proprietà del Museo Regionale. È un complesso architettonico chiuso, negato alla comunità del centro tirrenico più prossimo a Messina, abbandonato a se stesso. Sembra che sia in atto una crisi diffusa, ma a cui si deve fare fronte!» 
Il gruppo di espatriati e fuorisede di Messina e provincia mostra apprensione perché «dopo il trasferimento dell’Archivio di Stato di Messina, il furto al Museo Regionale di Messina, l’oblio a cui altri beni culturali sono relegati in provincia, la nostra comunità si sta spogliando di pezzi che ne forgiano l’identità. Questo non rappresenta solo la perdita di testimonianze storiche dei nostri territori: è un insidioso affievolirsi del legame tra il territorio e i messinesi sparsi nel mondo, relazione che non percepiamo in buona salute.»
Oltrestretto incalza, «Alcune prese di posizione, come spostare temporaneamente le opere del MuMe per motivi di sicurezza, ci preoccupano non poco. La soluzione deve essere una: intervenire in modo rapido per risolvere questo deficit ed evitare che le opere lascino Messina. Coscienti della proverbiale lentezza burocratica e dei lavori rischieremmo di vedere la nostra città spogliata delle sue opere per chissà quanto tempo. Questa eventualità deve essere scongiurata.»
A suffragio delle sue parole, il gruppo di Oltrestretto riporta l’esempio del Louvre, «Quando ne è stata violata la sicurezza, il Museo non è stato chiuso e non hanno spostato nulla. Le soluzioni immediate di spostamento rappresentano una sconfitta per il prestigio e l’affidabilità della città, oltre che un precedente pericoloso per il futuro di noi messinesi e non solo, perché otterremmo una città più povera, meno attrattiva, destinata a subire un continuo abbrutimento.»
I ragazzi e le ragazze di Oltrestretto concludono «Noi non ci stiamo: non ci sono formule magiche e Messina non ha bisogno di vuoti discorsi politici. Le istituzioni devono impegnarsi nell’investire risorse e attrarne, e deve palesarsi un reale interesse nel dare un ruolo di preminenza a Messina per quanto attiene ai suoi artisti storici e alle opere che custodisce.»
Ma non è un lavoro da delegare solo alle istituzioni, perché «La lotta quotidiana per la valorizzazione del patrimonio, delle nostre radici, deve diventare una missione, una scelta, principalmente da parte di noi cittadini.»










