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Cronaca

Messina: la Polizia di Stato esegue misure cautelari. Quattro i soggetti in carcere e due ai domiciliari.

Porto illegale di armi da sparo, danneggiamento e minaccia aggravati dall’uso delle armi i reati contestati

 

In data odierna, agenti della Polizia di Stato di Messina hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misure cautelari personali, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Messina, nei confronti di sei persone indagate, in concorso fra di loro, per i reati di porto illegale di armi da sparo in luogo pubblico, danneggiamento e minacce aggravati dall’uso delle armi.

I provvedimenti cautelari sono stati adottati, all’esito di una articolata attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica di Messina e svolta dalla Squadra Mobile della Questura di Messina, che ha consentito di individuare i presunti autori delle gravi condotte di reato. Le indagini traggono origine da un episodio occorso la notte del 7 dicembre 2024, allorquando furono esplosi svariati colpi di arma da fuoco contro il portone di un’abitazione sita nel rione Camaro.

I successivi approfondimenti investigativi condotti dalla Squadra Mobile di Messina – con il costante coordinamento della locale Procura della Repubblica – hanno consentito di ricostruire i fatti occorsi e, in particolare, di appurare l’esistenza di un’acredine tra due gruppi di giovani, legati a fazioni criminali locali, contrapposti fra di loro. A causa di tale rivalità, uno dei due gruppi avrebbe organizzato una “spedizione” composta da due persone, nel corso della quale sarebbero stati esplosi diversi colpi di armi da fuoco contro l’abitazione di un appartenente al gruppo avverso, residente nel rione Camaro.

Esponenti dell’altro gruppo, al fine di “pareggiare i conti”, avrebbero risposto con un “commando” composto da quattro soggetti che – la notte seguente – avrebbe esploso colpi d’arma da fuoco contro l’abitazione di uno degli esponenti del primo gruppo. Gli accertamenti di polizia giudiziaria, espletati mediante le tradizionali tecniche investigative, anche con intercettazioni telefoniche, hanno consentito di documentare le condotte illecite ascritte agli indagati e ricostruire le gravi azioni criminali commesse con l’uso di armi da fuoco, che hanno destato forte allarme nella comunità messinese.

Delle sei persone raggiunte dal provvedimento cautelare, quattro sono state condotte in carcere e due ristrette agli arresti domiciliari con applicazione del braccialetto elettronico. Quanto sopra, ai fini dell’esercizio del diritto di cronaca, costituzionalmente garantito e nel rispetto dei diritti degli indagati, che -in considerazione dell’attuale fase delle indagini preliminari- sono da presumersi non colpevoli fino alla sentenza irrevocabile, che ne accerti le responsabilità e con la precisazione che il giudizio, che si svolgerà in contraddittorio con le parti e le difese davanti al giudice terzo ed imparziale, potrà concludersi anche con la prova dell’assenza di ogni forma di responsabilità in capo ai medesimi indagati.

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