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Una proposta di Franco Tiano: il Museo di Messina diventi itinerante

Le opere d’arte siano distribuitie in modo strategico nel tessuto urbano

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Sono tornato a visitare, per l’ennesima volta, il meraviglioso Museo Regionale di Messina, questa volta accompagnando un mio parente che vive all’estero. Ancora oggi mi chiedo come sia possibile che nessuno si accorga di quanto l’ubicazione attuale del museo sia inadeguata per una struttura di tale importanza. Il museo si trova in una zona periferica, difficile da raggiungere con mezzi turistici: i pullman faticano a transitare e, una volta arrivati, non trovano aree di sosta idonee. Questo è un aspetto fondamentale, perché nel settore turistico il tempo è denaro e incide direttamente sulla qualità dell’esperienza. Se la visita al museo richiede più di un’ora, chi arriva da città come Catania o Palermo si trova costretto a rinunciare ad altre tappe del tour, come la visita ai laghi di Ganzirri o alla Città Storica.Messina dovrebbe prestare maggiore attenzione alla programmazione turistica e alla reale possibilità di realizzare itinerari integrati. È essenziale creare le condizioni ideali affinché la visita culturale, paesaggistica e ricreativa si fondano in un unico percorso, facilmente percorribile, senza intoppi o perdite di tempo. Solo così si può realmente incentivare il turismo in città. È inaccettabile, e persino imbarazzante, ritrovarsi a essere l’unico visitatore in un museo di tale rilevanza per un’intera mattinata, mentre in porto attraccano navi cariche di turisti che, in gran parte, si dirigono a Taormina o partecipano a brevi tour panoramici della città, spesso incompleti e frettolosi. Occorre ripensare e riorganizzare la fruizione del museo. Una soluzione potrebbe essere quella di portare parte delle opere verso il centro, avvicinandole al turista, come già accade in molte altre città italiane. Firenze, ad esempio, ospita musei di altissimo valore distribuiti in modo strategico nel tessuto urbano. A Messina esistono spazi di grande pregio, come il Palazzo della Cultura, il Monte di Pietà, la sede della Provincia o la Chiesa dei Catalani, che potrebbero periodicamente accogliere capolavori assoluti, come le opere di Caravaggio e Antonello da Messina. In questo modo si creerebbe una rete museale diffusa, capace di attrarre, stupire e trattenere il visitatore in città.

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