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Ponte Stretto, Siracusano: ok a impatto ambientale, bella notizia, non avevamo dubbi. La dichiarazione del Ministro Matteo Salvini. Note del Sindaco Basile, Comitato Noponte , Sen. Nino Germanà e Invece del ponte

La Commissione Tecnica di Valutazione dell’Impatto Ambientale ha dato il via libera al progetto

“La Commissione Tecnica di Valutazione dell’Impatto Ambientale ha dato il via libera al progetto per la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina, con le integrazioni previste sul riavvio dell’iter ‘nel rispetto delle condizioni ambientali prescritte che dovranno essere ottemperate perlopiù nella fase della presentazione del progetto esecutivo’.
Una bellissima notizia per l’Italia, per il Mezzogiorno, per la Sicilia e per la Calabria.
Non avevamo alcun dubbio in merito a questa decisione. Il Ponte sullo Stretto, oltre ad essere una infrastruttura strategica per lo sviluppo economico e commerciale del Paese, sarà una grande opera green, in grado di abbattere emissioni e inquinamento, favorendo una mobilità sempre più sostenibile”.
Così Matilde Siracusano, sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento e deputata messinese di Forza Italia.
La dichiarazione del Ministro Matteo Salvini.
Parere positivo sul progetto per la costruzione del Ponte sullo Stretto da parte della Commissione tecnica di valutazione dell’impatto ambientale con integrazioni. L’ok è arrivato dall’apposita Commissione del ministero dell’Ambiente. Le condizioni riguardano non solo l’ambiente naturale, terrestre, marino ed agricolo, ma anche aspetti relativi a progettazione di dettaglio per le opere a terra, relativi a cantierizzazione, gestione delle materie, approvvigionamenti, rumore e vibrazioni. Si tratta di integrazioni previste sul riavvio dell’iter “nel rispetto delle condizioni ambientali prescritte che dovranno essere previste perlopiù nella fase della presentazione del progetto esecutivo”. “Grande soddisfazione” per la decisione della Commissione tecnica è stata espressa dal vicepremier Matteo Salvini. “L’Italia può guardare al futuro”, ha detto ancora.(Fonte: Tgcom).
Il Sindaco Basile commenta il via libera della Commissione di Valutazione dell’Impatto Ambientale al progetto del Ponte sullo Stretto.
In seguito all’approvazione della Commissione di Valutazione dell’Impatto Ambientale (VIA) sul progetto del Ponte sullo Stretto, il Sindaco di Messina, Federico Basile, ha espresso alcune considerazioni su questo importante passaggio e sul ruolo che il Comune dovrà svolgere in questa fase di accelerazione.
“Un esito forse quasi scontato rispetto a quanto già si era compreso nei mesi scorsi. Attendiamo ora il provvedimento ufficiale, in cui saranno indicate le 60 prescrizioni per il progetto,” ha dichiarato il Sindaco Basile. “Lo valuteremo con attenzione, nell’ambito delle nostre competenze, consapevoli che ora il percorso passa al CIPESS, il Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica e lo Sviluppo Sostenibile. La fase esecutiva dell’opera sta subendo un’accelerazione e dobbiamo fare tutto ciò che spetta al Comune per garantire che il progetto rispetti il nostro territorio.
La nostra città, come abbiamo detto più volte, deve essere protagonista in ogni fase del progetto – ha affermato il Sindaco Basile – per garantirne un corretto inserimento nel territorio e un impatto positivo su economia, ambiente e qualità della vita anche in ottica di benefici delle opere compensative proposte ed i cui benefici ricadranno sulla città di Messina e che dovranno essere in parte avviate prima della concreta realizzazione del ponte e delle relative opere complementari.
Il contesto di cantieri infatti e le trasformazioni che questo progetto porterà con sé avrà una portata devastante, capace di ridisegnare  il territorio  e generare una serie di effetti rilevanti.
Al di là dell’opera in sé quindi permane un interesse generale a tutela del territorio e della qualità della vita dei cittadini.
Messina rivendica un ruolo attivo nelle decisioni che riguarderanno non solo la costruzione, ma anche la gestione di una struttura che avrà effetti diretti sulla comunità e sulle infrastrutture locali”, conclude Basile.
 Dopo il parere della Commissione Via Vas la lotta noponte continua.
Se c’è chi pensa che dopo il parere della commissione Via Vas la partita sia finita e si possano aprire i cantieri ha fatto male i suoi conti.
La decisione della Commissione Via Vas ci lascia sgomenti e ci domandiamo  a cosa è servito inserire la tutela dell’ambiente tra i principi fondamentali della Costituzione Italiana  se poi si esprime parere favorevole ad un’opera ciclopica come il ponte sullo Stretto che impatta pesantemente su territori fragili e ultra vincolati come quelli che si affacciano sullo Stretto di Messina.
Con un “Si e 60 però” la Commissione dà l’impressione di chi non ha avuto il coraggio di dire No all’opera di regime ed ha però poi cercato di recuperare il suo ruolo tecnico scientifico con 60 prescrizioni di peso.
Attendiamo comunque di leggere il parere integrale e le 60 prescrizioni, ma le cose che da subito ci colpiscono sono tre:
1) si parla di 60 prescrizioni da osservare “per lo più” nella presentazione del progetto esecutivo. Cosa significa “per lo più”? Che alcune sono da osservare subito prima di presentare il progetto definitivo? E che tempi ci saranno?
2) si legge sulle note stampa che tra le prescrizioni vi sia l’innalzamento del ponte. Quando l’altezza delle torri passò dai circa 387 metri a 399 metri, fu necessario prevedere l’allungamento dei cavi, lo spostamento dei blocchi d’ancoraggio, la modifica strutturale del ponte. Ma quindi bisognerà modificare il progetto? Ed a questo punto non bisognerà  rifare la procedura di valutazione d’impatto ambientale?
3) da chi era costituito il gruppo di lavoro istruttorio della pratica Ponte? Secondo indiscrezioni di stampa era costituito da soggetti di chiara militanza nel centrodestra, alterando così la terzietà della commissione. E quanto peso ha avuto nella decisione finale l’inserimento dei 12 nuovi componenti la commissione a pochi giorni dalla decisione?
Riteniamo ci sia materiale sufficiente per aprire nuovi contenziosi tecnici e legali.
Come comitato Noponte Capo Peloro continuiamo la nostra lotta sui territori e dichiariamo da subito lo stato d’agitazione quotidiano e permanente fino a quando questa minaccia non sarà definitivamente allontanata dall’area dello Stretto di Messina.
Intanto venerdì 15 Novembre saremo a Roma con una nutrita rappresentanza del comitato per esporre in conferenza stampa il nostro NO deciso al nuovo Vajont.
COMITATO NOPONTE CAPO PELORO. 
Nota del senatore siciliano e commissario regionale della Lega Nino Germanà, segretario in commissione Trasporti a Palazzo Madama.
 “Il progetto del Ponte sullo Stretto va avanti e, smontando man mano tutte le fake news di certa sinistra, compie passi fondamentali. Capisco che i signori del No a tutto, dopo aver fatto innumerevoli accessi agli atti, aver presentato non si sa quante denunce infondate, aver sparso notizie non vere, facciano fatica ad accettare che il gruppo di esperti della Commissione di VIA, a valle di uno straordinario lavoro di verifiche avviato diversi mesi fa, abbia dato il via libera al Ponte. Nei loro atteggiamenti c’è tutta la miopia strategica e ideologica di chi vuole bloccare il Paese. Ma anche voglia di non vedere che, grazie al Ponte, è stato possibile accendere un faro sui nostri territori. Inoltre, la sinergia tra la Stretto di Messina e RFI, a breve permetterà, attraverso la firma di un protocollo, di restituire da subito le aree ex Officine e, successivamente la realizzazione del Ponte e della nuova stazione, tutta l’area fronte mare oggi occupata da binari. Il Ponte è un’opera di interesse prioritario per lo sviluppo di tutta l’area dello Stretto, del Meridione e dell’intera Italia e, con buona pace della sinistra, grazie alla Lega e alla determinazione del ministro Matteo Salvini, si farà”.
La nota Invece del ponte
IL GIALLO DELLA VIA SUL PONTE: SE IL PONTE S’ALZA, IL PONTE… SALTA!
Come da copione, i componenti la Commissione VIA avrebbero dato l’atteso parere favorevole, farcito da circa 60 prescrizioni, da ottemperare “in gran parte” nel progetto esecutivo (ossia: “in parte” prima dell’approvazione del definitivo, perché quanto fatto finora non è adeguato). Siamo in attesa di leggerlo,
questo parere, ma chissà perché, ancora nessuna traccia ufficiale del lavoro svolto e delle decisioni assunte.
Dai lanci di agenzie comunque nulla di sorprendente, sembra che siano rimaste in piedi violazioni, le inosservanze, lacune che fanno del progetto della SDM una vergogna inaudita. Tra queste, come avevamo detto, secondo fonti di stampa, il ponte dovrebbe essere ridisegnato “un po’ più alto” per evitare che impedisca il transito delle navi più grandi.
Se così fosse cambierebbero dimensioni, lunghezza, peso, fondazioni, allacci, cavi, piano degli espropri. E i soldi non basterebbero più (sarà per questo che non hanno allegato l’obbligatorio documento sui costi?).
Eurolink ed SdM dovrebbero ricominciare da zero, ennesima conferma che i famosi (o fumosi) 10.000 file sono inadeguati, insufficienti, vuoto atmosferico e che il progetto approvato in febbraio era un “finto progetto”.
E attendiamo di vedere cosa è detto a proposito della faglia sotto il pilone. Certo, se così fosse, la Commissione avrebbe dovuto respingerlo questo progetto, ma magari è troppo difficile, freschi di nomina, scontentare i nominatori, soprattutto se questo vuol dire che il gioco è finito. Anche se già, qualora le prescrizioni “strutturali” dovessero essere imposte prima dell’approvazione del definitivo, addio CIPESS a dicembre e inizio lavori entro l’anno!
Tranquilli, gli squilli di tromba di Salvini e peones continueranno ugualmente. Come sempre, sotto la propaganda niente. Anzi, tanto fumo negli occhi per nascondere l’evidenza: che il progetto del 2011 non è “ripescabile”: è da rifare. Ma se il progetto è da rifare, frana l’accordo tra il Governo e WeBuild, perché va fatta una nuova gara. Chi vivrà, vedrà! E vedremo anche le carte, appena rese pubbliche.
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