Cosa chiedono e si aspettano i 104 firmatari dell’azione inibitoria contro la Stretto di Messina (rappresentati e difesi dagli avv.ti Aurora Notarianni, Giuseppe Vitarelli, Antonino De Luca, Maria Grazia Fedele) a nome di migliaia e migliaia di cittadini?
Semplicemente che finalmente un soggetto terzo, in questo caso il Tribunale di Roma, possa esprimersi sulla correttezza delle azioni fin qui poste in essere dal governo e dalla società pubblica Stretto di Messina per realizzare il ponte sullo Stretto di Messina.
Per questo il comitato Noponte Capo Peloro e tutto il fronte noponte aspetta con fiducia che soggetti terzi, la magistratura e la commissione Via Vas, si esprimano sui tanti errori e sulle omissioni che caratterizzano le procedure seguite per l’approvazione del progetto definitivo del ponte sullo Stretto, come abbiamo cercato di provare con i numerosi allegati alla “class action” depositati al Tribunale di Roma (udienza il 27 settembre) e con le oltre 500 pagine di contro-osservazioni presentate alla Commissione Via Vas, destinate ad aumentare viste le risposte presentate dalla Stretto di Messina il 12 settembre scorso alle 239 osservazioni della commissione.
Siamo convinti delle nostre ragioni, ulteriormente confortati dalla lettura degli atti della Stretto di Messina e dei 140 cittadini, atti da cui traspare più la preoccupazione di dimostrare la non legittimazione dei ricorrenti a svolgere l’azioni inibitoria rivolgendosi al tribunale ordinario, piuttosto che impegnarsi ad argomentare adeguatamente e nel merito le importanti questioni scientifiche, normative e costituzionali sollevate.
Sarà comunque il giudice a decidere il 27 settembre sull’azione inibitoria, una delle varie azioni giudiziarie che i noponte hanno attivato contro l’inutile, costoso e dannoso ponte sullo Stretto.
COMITATO NOPONTE CAPO PELORO











