«Si vede che avete impresso il sigillo di Maria». È una delle immagini che il Cardinale Angelo Bagnasco consegna ai Messinesi nel giorno della Madonna della Lettera, durante il solenne Pontificale celebrato in Cattedrale
insieme all’Arcivescovo Giovanni Accolla, al Vescovo Ausiliare, Cesare Di Pietro, ai Vescovi delle Diocesi vicine e ai sacerdoti, seminaristi e diaconi della nostra Arcidiocesi.
Lo sguardo del porporato si posa subito sull’assemblea che riempie il Duomo. Una presenza che parla da sola e che racconta una devozione rimasta intatta nel tempo. Da qui prende avvio una riflessione che attraversa le inquietudini del presente, segnato da ritmi sempre più incalzanti e da una continua dispersione che rende difficile fermarsi, ascoltare, guardarsi dentro.
In questo contesto, il richiamo del Cardinale è semplice e diretto: ritrovare il silenzio, riscoprire l’interiorità, lasciare spazio a Dio. Perché, ricorda, è proprio nel cuore della vita quotidiana che il Signore continua a parlare e ad accompagnare il cammino dell’uomo.
Più volte ritorna il tema della benedizione. Maria, la «Benedetta», continua a indicare ai credenti la strada della fiducia. Una fiducia che non ignora le fatiche, le fragilità e le ferite del nostro tempo, ma che trova la sua forza nella certezza di essere amati da Dio. Da qui l’invito a non cedere al pessimismo e alla rassegnazione, a custodire la speranza nelle famiglie, nell’educazione dei figli, nelle relazioni e nella vita delle comunità.
Parole ascoltate in un silenzio attento dai fedeli, che hanno partecipato alla celebrazione della Patrona, cuore religioso e identitario della Città.
L’emozione cresce al termine della Messa. Prima della benedizione finale, il Cardinale Bagnasco pronuncia una frase che sembra racchiudere il significato dell’intera giornata: «Messina è la città di Maria».
Poi il ritorno tra la gente. Uscendo dalla chiesa verso la sacrestia, Sua Eminenza Bagnasco, si ferma a salutare i fedeli, uno ad uno. Stringe mani, ascolta, sorride. E mentre si congeda lascia una raccomandazione semplice, quasi familiare: «Coraggio, mi raccomando, restate uniti».
È forse questo il messaggio che rimane più impresso al termine della festa: una comunità raccolta attorno alla sua Patrona, chiamata a custodire l’unità e la speranza sotto lo sguardo della Madonna della Lettera, la Veloce Ascoltatrice.










