Si intensificano le voci attorno al possibile trasferimento di Cesare Di Pietro dalla sede di Messina alla diocesi di Locri-Gerace. Un’indiscrezione che nelle ultime ore ha trovato ulteriore consistenza dopo la convocazione, in contemporanea, di due riunioni urgenti fissate per domani alle 11.30: una a Messina, al Duomo, voluta dall’arcivescovo Giovanni Accolla, e l’altra nella diocesi calabrese dal vescovo di Locri-Gerace, mons. Francesco Oliva.
La coincidenza degli incontri e il carattere straordinario delle convocazioni fanno ritenere imminente un annuncio ufficiale riguardante proprio mons. Di Pietro, da anni figura di primo piano dell’Arcidiocesi messinese. Il presule, nato a Messina il 12 marzo 1964, è stato nominato vescovo ausiliare dell’Arcidiocesi di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela da Papa Francesco il 28 maggio 2018, ricevendo contestualmente la sede titolare di Nicopoli all’Jantra. L’ordinazione episcopale è avvenuta il 2 luglio dello stesso anno nella Basilica Cattedrale di Messina.
Il suo percorso ecclesiale e accademico è strettamente legato alla Chiesa messinese. Dopo gli studi classici al liceo “La Farina”, si è laureato in Giurisprudenza all’Università di Messina. Entrato in seminario nel 1991, è stato ordinato sacerdote il 25 ottobre 1997 da mons. Giovanni Marra. Successivamente ha conseguito il dottorato in Storia della Chiesa alla Pontificia Università Gregoriana di Roma e la licenza in Diritto Canonico presso La Lateranense.
Numerosi gli incarichi ricoperti negli anni: Segretario particolare dell’Arcivescovo Marra dal 1999 al 2005, addetto alla Congregazione per i Vescovi in Vaticano e collaboratore pastorale a Roma, quindi Rettore del Seminario arcivescovile “San Pio X” di Messina dal 2010 al 2018. Dal 2017 è Vicario Generale della nostra Arcidiocesi.
In Città, la notizia del possibile trasferimento viene accolta con attenzione e anche con una certa emozione, considerato il forte radicamento di mons. Di Pietro nel tessuto ecclesiale messinese. L’eventuale nomina alla guida della diocesi di Locri-Gerace rappresenterebbe per lui il primo incarico da vescovo residenziale e segnerebbe una nuova fase del suo ministero episcopale.











