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Lettera della prof. Enza De Paola: Alcune considerazioni sul grande opera del Ponte

Senza tifo di appartenenza verifichiamo quali sarebbero i benefici e quali e quanti i sacrifici.

Riceviamo e pubblichiamo:

Rispondo all’invito della professoressa Lupoi, spinta soprattutto da un profondo sentimento di affetto per la mia città. Voglio esprimere le mie perplessità relative al ponte sullo stretto per il quale sembra giunta “l’ora delle decisioni irrevocabili”…..sappiamo come si è conclusa la storia !!!

Davvero siamo così ingenui da credere che la nostra città sia ineluttabilmente destinata ad essere devastata da chi , in buona o in cattiva fede, sogna un ponte fra le due sponde della Sicilia e della Calabria? C’è un impasto di fatalismo e di rassegnazione dalle nostre parti di fronte a questo scenario!!! A me sembra una “messa in scena”….c’è il timore che si aprano tanti nuovi cantieri , in tutta la città da nord a sud, rendendola invivibile, senza avere certezze concrete che il ponte possa essere compiutamente realizzato.

L’area geografica del faro sarebbe radicalmente modificata dall’imponente costruzione della torre alta il doppio della Torre Eiffel, per la quale bisognerebbe spingersi a immaginare delle piattaforme panoramiche, come scrive in una lettera alla gazzetta del sud il signor Andrea Franceschetti di giardini, per rendere meno inaccettabile quella presenza e che attirerebbe tanti turisti come la tour Eiffel a Parigi. Ma, per il traliccio (200 metri) che c’è al faro, che consentiva al cavi della luce elettrica di scavalcare lo stretto, non si era pensata una soluzione simile???? Ma, si sa, noi messinesi siamo “buddaci’”, come veniamo apostrofati. E la riserva naturale di Capo Peloro e | due laghi di Ganzirri? A quale destino andrebbero incontro dopo uno scavo di cosi” imponente portata per consentire di sistemare la base della torre? Si pensa che questa città tanto sfortunata da non riuscire a farsi amare e rispettare dai suoi cittadini meriti questo?

E davvero una città insignificante nella quale non c’è nulla da proteggere?

L’apatia, l’indifferenza hanno sempre contraddistinto noi messinesi, in questo caso del ponte massimamente. Ci dovrebbe essere una mobilitazione di tutta la città, con richiesta di precise garanzie su tutto, senza affidarsi alla buona sorte. Regaliamo il nostro territorio in un momento in cui ci sono tanti soldi disponibili che consentirebbero di concludere opere utili che porterebbero ugualmente lavoro e movimenterebbero questa città addormentata….. E già si comprende il ruolo secondario che

Le sarà assegnato se le scuole di formazione per le maestranze che lavoreranno nei cantieri del ponte sono già organizzate a Catania e Reggio Calabria. E a Messina? Forse la accontenteranno in qualche modo, la città  “babba”‘…..

Del ponte si parla da tempo immemorabile ma intanto il mondo è cambiato. Il pendolarismo nello stretto non avrebbe alcun beneficio dall’esistenza di un ponte collocato all’estremo nord della città per il turismo ormai si viaggia in aereo… Piuttosto perché’ non si affronta una volta per tutte il problema dell’aeroporto dello stretto che è a Reggio Calabria ma dovrebbe servire anche Messina e che invece si boicotta da anni non collegando in maniera corretta le due sponde?

Il ponte farà girare tantissimi soldi per pochi e farà crollare sogni di molti….. Ma non c’è altro modo per riscrivere il riscatto dell’area dello stretto se non attraverso le infrastrutture che il ponte comporterebbe? Nel 2024 le infrastrutture dovrebbero già essere state realizzate e fruibili….. Ma poi di quali infrastrutture si parla se il viadotto ritiro i cui lavori sono iniziati nel 2012 e ancora non sono conclusi con grave disagio per la cittadinanza specie nel periodo estivo ? E il porto di Tremestieri? E la cittadella di s. Raineri, territorio prezioso sconosciuto alla maggio parte dei messinesi e che pare presenti problemi insolubili se in questi settant’anni è stato utilizzato solo per la marina militare e
per scempi di varia natura?
Davvero Messina è una città così’ insignificante nella quale non c’è nulla da proteggere da amare? Per l’abbandono della quale si tifa?
L’apatia e l’indifferenza ci contraddistinguono e in questo caso del ponte massimamente aspettiamo che qualcuno decida per noi, ci affidiamo e ci fidiamo pur
di non assumerci alcuna responsabilità. Svegliamoci, cari concittadini, e verifichiamo senza tifo di appartenenza, ne’ politica ne’ di altro genere, quali sarebbero benefici e quali e quanti sacrifici che dovremmo affrontare e se ne vale la pena.

 

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