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Le riflessioni della Professoressa Lupoi: il ponte, un’opera calata dall’alto

L’errore di una minoranza non può essere la scusa per mettere a tacere coloro che sono contrari al Ponte.

Le riflessioni  dalla professoressa Cettina Lupoi:

Gravior remediis quam delicta erant… ” (i rimedi erano più gravi di quanto i mali richiedessero), recitavano i nostri saggi antenati. Messaggio che oggi si riveste di una sconcertante attualità istituzionale nella nostra amata città, e che sta a designare la squallida assenza di ascolto ed il totale scollamento dei nostri amministratori da un popolo, quello del no ponte, che da anni lotta per difendere la propria città che ama profondamente, ne vive la bellezza e ne vuole avere cura da attacchi stupratori da parte di chi vorrebbe imporre dall’ alto progetti di pseudo sviluppo che non trovano nessun riscontro nella vocazione naturale dei nostri territori e delle nostre realtà storico culturali. Il 1 marzo si sono verificati nel corso di una manifestazione no ponte spiacevoli fatti da parte di un irresponsabile gruppetto minoritario, infiltratosi nel corteo. Tali comportamenti sono stati ampiamente e collettivamente condannati dai vari comitati e associazioni no ponte e da tutte quelle organizzazioni e liberi cittadini che rispettano la propria città e le regole democratiche, e ci mancherebbe altro che così non fosse. La gazzetta ne ha rilevato con più che abbondanti e reiterati “spazi e tempi” gli accadimenti e quant’ altro. Una riflessione generale ed equilibrata sull’ accaduto va sicuramente fatta da parte di tutti coloro che si ritrovano a condividere valori di civiltà, democrazia, libertà… Quello che tuttavia non è e non può essere accettabile in tale frangente sono le forme ed iniziative autoritarie , in cui la repressione prevale sulla discussione ed il dissenso viene criminalizzato a prescindere, dove la stigmatizzazione e strumentalizzazione degli accadimenti perdono di vista l’ autenticità dei fatti. In un momento di tale difficoltà e confusione civica in cui un popolo si muove , in relazione ad un ‘opera che crea conflitti e lo divide pesantemente, sarebbe il caso forse che, chi ne detiene la guida e lo rappresenta, si aprisse in termini di ascolto attivo e dialogo con esso… Soltanto un’ amministrazione sorda, cieca ed acefala può non accorgersi di quanto profonda e radicata ne sia tale convinzione, a tal punto da rispondere a legittime istanze della collettività con delle mozioni proibitive ed anticostituzionali. L’ iniziativa intrapresa dalla lega in consiglio comunale, di proibire i cortei no ponte, con l’illusione forse di mettere a tacere un popolo che non permetterà mai che atti vandalici di enorme portata siano inflitti alla propria terra con un ‘opera inutile ed oltremodo devastante, non potrà che sortire l’effetto di forte risentimento collettivo verso una deriva irragionevolmente autoritaria che in una democrazia non può essere assolutamente contemplata né tollerata!

 

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