L’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC), presieduta da Giuseppe Busìa, ha evidenziato la necessità di una nuova gara per il Ponte sullo Stretto di Messina. A causa dell’aumento significativo dei costi rispetto al progetto iniziale, l’ANAC ritiene rischioso non procedere con un nuovo appalto internazionale, in contrasto con la riattivazione del contratto del 2011 con il consorzio Eurolink.
L’ANAC sottolinea che la normativa europea (Direttiva 2014/24/UE) potrebbe essere violata non procedendo con una nuova gara, dato che i costi sono aumentati notevolmente.
Le motivazioni
Il riaffidamento senza gara violerebbe la direttiva europea sugli appalti (2014/24/UE). Il valore dell’opera è passato dai circa 3,9 miliardi iniziali agli attuali 10,5 – 13,5 miliardi di euro. Secondo l’ANAC, una variante superiore al 50% del valore iniziale impone per legge una nuova gara. Una nuova procedura permetterebbe di valutare soluzioni tecniche più moderne e costi potenzialmente inferiori. La posizione della Società Stretto di Messina: L’amministratore delegato Pietro Ciucci ha invece rassicurato sul proseguimento dell’iter: La società ritiene infatti di operare nel pieno rispetto delle norme e che l’aumento dei costi sia dovuto solo all’indicizzazione dei prezzi, non a varianti sostanziali. L’obiettivo resta quello di completare l’iter approvativo entro l’estate 2026 per avviare i lavori nell’ultimo trimestre del 2026.










