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Lavoratori part time dei Comuni, Fp Cgil: “La Regione siciliana non sa neanche quanti sono. Subito monitoraggio per avviare il percorso verso il full time”

Denunciano ancora dalla segreteria della Fp Cgil Sicilia Francesco Fucile e Salvo Lipari

 L’impegno assunto dalla ex assessora alla Funzione pubblica, Elisa Ingala, di destinare dieci milioni di euro per il passaggio al tempo pieno per l’esercito dei lavoratori part time dei Comuni “è stato completamente disatteso”. Mentre non si placano le polemiche attorno all’ultimo assestamento di bilancio della Regione, approvato lo scorso 22 ottobre dall’Assemblea regionale siciliana, è la Funzione pubblica della Cgil Sicilia ad accendere i riflettori attorno alla vertenza dei part time dei Comuni siciliani. A cominciare dai dati: più volte infatti l’organizzazione sindacale ha chiesto alla Regione di conoscere i numeri reali dei lavoratori in servizio negli enti locali, suddivisi per monte ore. “Uno degli impegni – denuncia il segretario generale della Fp Cgil Sicilia, Francesco Fucile – era stato proprio quello di uno screening puntuale, a partire dal quale si sarebbe potuta studiare una stima realistica dei costi da sostenere per arrivare al monte ore di 36 ore settimanali per i lavoratori, ex articolisti ed ex precari, stabilizzati grazie alla legge Madia ma rimasti in molti casi fermi all’iniziale part time”.
Quanti Comuni sono riusciti ad incrementare il monte ore della iniziale platea di 15mila funzionari che reggono interi uffici comunali, soprattutto nei piccoli centri? Quanti di loro sono nel frattempo andati in pensione o hanno cambiato occupazione? Quanti sono rimasti a 18 ore? E quanti invece hanno un contratto intermedio da 24 ore settimanali? Tutte domande alle quali la Regione, dei tavoli di contrattazione, non aveva avuto risposte da fornire.
“Per questo l’ex assessora Ingala aveva assunto l’impegno di un’incremento dell’apposito fondo di 10 milioni di euro – denunciano ancora dalla segreteria della Fp Cgil Sicilia Francesco Fucile e Salvo Lipari – nelle more di una ricognizione puntuale delle unità lavorative che avrebbero dovuto beneficiare del passaggio a full time. Ma la politica, impegnata nel frattempo a finanziare campi di padel e altri micro interventi facilmente compensabili con un intervento dei privati, ha scelto di voltarsi dall’altra parte e né del monitoraggio, tantomeno dei fondi, abbiamo più avuto riscontro. La prossima legge di Stabilità può essere l’occasione per sanare questo inaccettabile stato delle cose. Per questo – concludono Fucile, e Lipari – abbiamo chiesto unitariamente un incontro urgente al presidente Schifani e all’assessora Francesca Garigliano e la convocazione in commissione bilancio per pianificare il percorso di fuoriuscita dal part time di questi lavoratori, che hanno aspettato fin troppo un intervento che riteniamo doveroso”.
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