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Di Mento (Uiltrasporti ) :«Il caro carburanti è solo una parte del problema. A Messina servono salari adeguati, contratti valorizzati e un trasporto pubblico efficiente»

Il caro carburanti, l’aumento dei prezzi e il costo sempre più elevato della vita

Il caro carburanti, l’aumento dei prezzi e il costo sempre più elevato della vita stanno mettendo sotto pressione il bilancio quotidiano di migliaia di lavoratrici e lavoratori anche nel territorio di Messina.
Ma fermarsi al prezzo della benzina sarebbe riduttivo. Il problema vero è che gli stipendi non crescono allo stesso ritmo del costo della vita.
A sostenerlo è Antonino Di Mento, segretario generale Uiltrasporti Messina, che richiama l’attenzione sulla condizione dei lavoratori del comparto dei trasporti e, più in generale, sulla necessità di rimettere al centro dell’agenda territoriale il tema dei salari.
«Non possiamo continuare a parlare soltanto di caro carburanti – dichiara Di Mento – quando una parte sempre più consistente della retribuzione viene assorbita dalle spese necessarie per vivere e per raggiungere il posto di lavoro. Nel settore dei trasporti ci sono lavoratrici e lavoratori che ogni giorno garantiscono servizi essenziali alla collettività e che, nonostante questo, devono fare i conti con un costo della vita sempre più pesante».
La risposta deve partire dalla contrattazione collettiva.
«La strada maestra per aumentare strutturalmente i salari – continua il segretario generale – resta la contrattazione. È attraverso i contratti nazionali e la contrattazione di secondo livello che possiamo restituire potere d’acquisto ai lavoratori, valorizzare le professionalità e migliorare le condizioni di lavoro».
TRASPORTO PUBBLICO: INVESTIRE SIGNIFICA ANCHE AUMENTARE IL POTERE D’ACQUISTO
Per Uiltrasporti Messina, però, la questione salariale è strettamente collegata a quella della mobilità.
Avere un sistema di trasporto pubblico locale efficiente significa infatti ridurre i costi che gravano quotidianamente sui lavoratori. Chi è costretto a utilizzare l’automobile per raggiungere il posto di lavoro deve sostenere spese sempre più elevate per carburante, assicurazione, manutenzione e parcheggio.
«Un trasporto pubblico che non funziona finisce per diventare una tassa indiretta sui lavoratori – sottolinea Di Mento –. Se una persona deve utilizzare necessariamente l’auto per andare al lavoro, una parte del proprio stipendio viene destinata ogni mese alla mobilità. E questo significa erodere ulteriormente il potere d’acquisto».
Per questo Uiltrasporti Messina chiede investimenti concreti sul trasporto pubblico locale, collegamenti più efficienti tra centro e periferie, maggiore integrazione tra le diverse modalità di trasporto e un sistema di mobilità capace di rispondere alle esigenze reali di lavoratori, studenti e famiglie.
«Messina e il suo territorio hanno bisogno di una vera strategia sulla mobilità – aggiunge Di Mento –. Non servono interventi isolati, ma una visione complessiva che metta insieme trasporto pubblico, collegamenti territoriali, intermodalità e qualità del lavoro».
SALARIO MINIMO: NON SOLO UNA CIFRA, MA UN SISTEMA DI TUTELE
Uiltrasporti Messina ritiene inoltre necessario mantenere aperto il confronto sul salario minimo, senza ridurre la discussione esclusivamente alla determinazione di una cifra.
«Il tema non può essere soltanto quello dei “9 euro” – afferma Di Mento –. Dobbiamo parlare di dignità del lavoro nella sua interezza. Salari adeguati, contratti collettivi, diritti, sicurezza, formazione e qualità del lavoro devono procedere insieme».
Il sindacato chiede quindi alle istituzioni di aprire un confronto serio sulle politiche territoriali del lavoro, sulla valorizzazione della contrattazione e sulle condizioni occupazionali nel settore dei trasporti.
«MESSINA NON PUÒ PERDERE ALTRO TEMPO»
Il messaggio di Uiltrasporti Messina è netto: il tema del lavoro non può essere affrontato separatamente da quello dei trasporti e del costo della vita.
«A Messina dobbiamo costruire un nuovo patto sul lavoro – conclude Antonino Di Mento –. Un patto che metta al centro salari, sicurezza, diritti, occupazione stabile e servizi pubblici efficienti. Non possiamo chiedere ai lavoratori di essere il motore dell’economia del territorio e poi lasciarli soli davanti all’aumento dei costi».
«La nostra proposta è concreta: più contrattazione, più salario, più sicurezza e più investimenti nel trasporto pubblico. Perché migliorare le condizioni di chi lavora nei trasporti significa migliorare anche la qualità dei servizi offerti ai cittadini. E perché un sistema di mobilità efficiente non è un costo, ma un investimento sul futuro economico e sociale di Messina».
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