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Concluso il restauro conservativo della baracca in legno del Villaggio Annunziata, costruita nell’immediato post terremoto

Il restauro rientra in un più ampio progetto volto alla promozione della cultura della prevenzione e della formazione di una coscienza civica

Concluso il restauro conservativo della baracca in legno del Villaggio Annunziata,
costruita nell’immediato post terremoto che il 28 dicembre 1908 rase al suolo
Messina e causò migliaia di vittime. La Struttura Commissariale guidata dal
presidente della Regione Renato Schifani ha fortemente voluto preservare l’alto
valore storico e simbolico di una delle rare testimonianze delle baracche in legno
realizzate per dare ricovero provvisorio agli sfollati e che poi furono abitate per
decenni. Gli uffici diretti dal sub commissario Santi Trovato hanno disposto gli
interventi per riportare la struttura, che in oltre un secolo aveva subito alterazioni e
superfetazioni, ai suoi caratteri originari restituendole il valore storico. Gli elementi
successivi alla costruzione del 1909 sono stati rimossi mentre le parti originarie sono
state oggetto di accurati interventi di restauro. Situata all’interno di una baraccopoli
all’Annunziata la struttura non è stata demolita con l’intento di custodire una
testimonianza di come, di fronte alla tragedia, i messinesi hanno dato prova di
resilienza.
Il restauro rientra in un più ampio progetto volto alla promozione della cultura della
prevenzione e della formazione di una coscienza civica legata alle radici e all’identità
e che coinvolgerà in rete anche altri siti di analogo interesse storico, urbanistico e
sociale, come via Macello Vecchio, Parco Magnolia, Parco Salita Tremonti,
Anfiteatro di Camaro. A tal fine la Struttura Commissariale ha condiviso un’intesa
con l’Università di Messina ed il Comune di Messina.
L’obiettivo è la fruizione del bene per iniziative di tipo culturale, scientifico,
didattico, formativo, occasioni di ricerca e approfondimento su tematiche storiche,
di protezione civile e sicurezza del territorio, ed infine l’inserimento in percorsi
turistici ed itinerari di visita.
Con il restauro della baracca in legno si sottrae dall’oblio una parte di storia e di
identità che non deve essere cancellata ma tramandata alle nuove generazioni come
testimonianza della capacità di una comunità di rialzarsi dalle macerie. Sottratta alla
demolizione e recuperata come patrimonio comune la baracca diventa così custode
di memoria collettiva.

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