Ad Oliveri, o meglio attorno al suo sindaco Francesco Iarrera, sta succedendo qualcosa di difficile da spiegare soltanto con i numeri. Perché i numeri, questa volta, raccontano solo una parte della storia. Negli anni abbiamo imparato a conoscere Iarrera soprattutto attraverso i social. Abbiamo imparato a riconoscere il suo modo di scrivere, quel suo raccontare Oliveri partendo spesso dalle cose semplici, dalle persone, dalla vita quotidiana. Abbiamo seguito le iniziative, i progetti, le idee, i riconoscimenti arrivati anche da fuori dalla Sicilia. E, poco alla volta, abbiamo visto crescere l’attenzione intorno a lui.
Ma quello che sta accadendo in queste ultime settimane sembra essere qualcosa di diverso. I suoi post raggiungono migliaia di persone. Migliaia di persone che mettono un like, commentano, condividono, raccontano la propria esperienza, aspettano il prossimo post. L’ultimo ha superato i 20 mila apprezzamenti. Ventimila. Fermiamoci un attimo su questo numero.
Oliveri è un piccolo paese di circa duemila abitanti. Eppure un post del suo sindaco riesce a raggiungere un pubblico che è dieci volte la popolazione del paese. È una cosa che, per un sindaco di un piccolo Comune, non è affatto normale. E forse è proprio questo il punto. Non è più soltanto una questione di social.
Perché quando una persona che vive a centinaia di chilometri da Oliveri commenta un post del sindaco, quando qualcuno scrive che vorrebbe conoscere quel paese, quando altri raccontano di esserci stati o di averlo scoperto proprio attraverso quelle storie, allora significa che è successo qualcosa. È nata una curiosità. E, insieme alla curiosità, una simpatia. Francesco Iarrera è diventato familiare anche a persone che probabilmente non lo hanno mai incontrato.
Questa è forse la parte più interessante della storia. Non siamo davanti al classico sindaco che comunica soltanto ciò che fa l’amministrazione. Iarrera racconta il suo paese, ma nel raccontarlo finisce per raccontare anche se himself. Ride, si espone, scherza, si mette in gioco, qualche volta provoca. Non cerca sempre la frase istituzionale. E forse proprio per questo le persone lo percepiscono come qualcuno di vicino. Uno di loro. Un sindaco, certo. Ma prima ancora una persona.
Ed è qui che i numeri diventano meno importanti. Perché 20 mila like possono essere un dato impressionante, ma ventimila persone che si fermano davanti a una storia sono soprattutto ventimila persone che, per qualche ragione, hanno avuto voglia di esserci. E questa ragione non può essere spiegata soltanto dall’algoritmo.
Attorno a Iarrera si è creato un seguito che non era scontato e che, probabilmente, nemmeno lui avrebbe immaginato qualche anno fa. Un seguito che va oltre Oliveri. Ed è forse questa la vera notizia. Un piccolo paese siciliano è riuscito a entrare nella quotidianità di persone che vivono altrove. E il suo sindaco è diventato, quasi naturalmente, il volto attraverso cui molti hanno cominciato a conoscerlo. La cosa curiosa è che tutto questo è nato raccontando la normalità. Un paese, le sue persone, le suas giornate, le sue iniziative. Niente di particolarmente straordinario, almeno in apparenza. Eppure quella normalità, raccontata nel modo giusto, è arrivata lontano.
Forse è proprio questo che sta succedendo a Francesco Iarrera. La sua straordinarietà non nasce dal tentativo di apparire straordinario. Nasce dal fatto che riesce a rendere interessante ciò che è normale. E allora forse non bisogna chiedersi soltanto perché un suo post arrivi a 20 mila like. La domanda più interessante è un’altra: perché così tante persone, che non vivono ad Oliveri e che magari non lo conoscono personalmente, sentono il bisogno di fermarsi ad ascoltare quello che ha da raccontare?
La risposta, probabilmente, è nelle migliaia di commenti, nelle condivisioni, nelle persone che ormai riconoscono il suo nome e nel modo in cui Oliveri è entrata, quasi senza chiedere permesso, nelle loro bacheche. È successo qualcosa. E forse siamo ancora soltanto all’inizio. Perché quando un sindaco di duemila abitanti riesce a parlare a ventimila persone, non è più soltanto il suo paese ad ascoltarlo. È il mondo dei social che, per qualche minuto, si ferma ad ascoltare Oliveri.