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Castellitto: “Nel montaggio dei film, tolgo il sonoro. Il cinema è immagine. AI? Dove c’è denaro, soccombe l’arte”

L’attore riceverà il Premio Nations Award stasera al Teatro Antico di Taormina: “È importante vedere gli attori che piangono, ridono e soprattutto ciò che togli dall’inquadratura. L’intelligenza artificiale è inarrestabile, perché è un grande business”

 

TAORMINA (27 giu) – “Quando monto i miei film, tolgo il sonoro, vedo gli attori che si agitano,  parlano, piangono, ridono, è molto interessante perché il cinema è innanzitutto immagine. Il maestro Marco Ferreri mi ha insegnato che non è importante quello che metti nell’inquadratura, è essenziale quello che decidi di non far vedere”: non è un assist al cinema muto, ma le parole di Sergio Castellitto, stasera premiato con il Nations Award 2026 al Teatro Antico di Taormina per la sua straordinaria carriera, che ha voluto ribadito come il cinema sia prima di tutto linguaggio per immagini.

L’attore ha anche parlato di intelligenza artificiale applicata alla settima arte: “Ci schiaccerà? A me fa un po’ ridere questa cosa, quando si parla di IA, la si cita sempre in terza persona, ma l’ha inventata l’uomo, cioè noi, quindi sarà l’uomo a gestirla. È impensabile fermare questo percorso per un semplice motivo: attorno all’IA c’è in grande business, dove c’è il denaro, l’arte soccombe”. Ha poi ricordato che quest’anno festeggia 39 anni di matrimonio con la scrittrice e sceneggiatrice Margaret Mazzantini che “gli ha donato il suo incredibile talento”. 

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