Frane continue, detriti abbandonati da un mese e mezzo in via Roccadura, alberi sradicati dal maltempo e un rischio idrogeologico che minaccia ogni giorno l’incolumità dei residenti.
A Cumia la situazione è ormai all’esasperazione, ma da Palazzo Zanca l’unica risposta è un silenzio assordante e non possono certamente bastare i lavori di rifacimento della piazza di Cumia Superiore.
A denunciare senza mezzi termini lo stato di abbandono è il consigliere della Terza Circoscrizione, Alessandro Cacciotto, che chiama in causa direttamente il Sindaco e la sua giunta.
«La sicurezza dei cittadini non è una pratica burocratica da rimpallare da un ufficio all’altro», attacca Cacciotto.
«In via Roccadura le pareti rocciose continuano a cedere e da sei settimane i detriti giacciono sulla strada. Stanotte l’ennesimo crollo a Cumia Superiore con un albero caduto sulla carreggiata. Il Sindaco sottovaluta il pericolo: dobbiamo davvero aspettare la tragedia prima che muova un dito?»
Il quadro è ancora più grave se si considera che, nella scorsa consiliatura, grazie al pressing di Cacciotto e dei cittadini, si erano ottenuti impegni precisi e finanziamenti vincolanti per la messa in sicurezza dei costoni.
«Che fine hanno fatto quei fondi?» prosegue il consigliere. «Era questo il famoso “il futuro è adesso” sbandierato in campagna elettorale? Se il futuro è far finta di niente mentre la montagna cade a pezzi, i cittadini non ci stanno.
Il messaggio al Sindaco è un perentorio avviso: non c’è più tempo. I costoni di Cumia vanno messi in sicurezza immediatamente e le promesse vanno mantenute prima che un’emergenza ampiamente annunciata si trasformi in una tragedia.










