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Vigili del Fuoco, nuova sede a Gazzi: «Sarà pronta in un anno e mezzo». Prisco a Messina per ringraziare il Corpo dopo l’emergenza Pistunina

Il Sottosegretario all’Interno in visita al Comando provinciale di Messina: «Quello di Pistunina uno degli interventi più difficili di questa estate». Annunciato l’utilizzo di 16 milioni di euro per la nuova sede.

Un grazie ai Vigili del Fuoco di Messina per il lavoro svolto a Pistunina e, soprattutto, un nuovo passo avanti verso la realizzazione della sede del Comando provinciale nell’area degli Ex Magazzini Gazzi. È questo il doppio significato della visita istituzionale che ha visto oggi a Messina il Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Interno, on. Emanuele Prisco, insieme ai vertici nazionali del Corpo.

Una giornata dedicata agli uomini e alle donne che, nelle settimane più difficili di questa estate, sono stati impegnati senza sosta nelle emergenze che hanno interessato la provincia e l’intera Sicilia. Tra queste, il crollo della palazzina di Pistunina, intervento particolarmente complesso per le condizioni nelle quali si sono svolte le operazioni: le macerie, i focolai d’incendio, il rischio di fughe di gas, le temperature elevate e la necessità di proseguire contemporaneamente con il soccorso ordinario.

Ad aprire l’incontro, con il corpo dei Vigili del Fuoco di Messina e le autorità civili, è stato l’ingegnere Michele Burgio, Comandante provinciale dei Vigili del Fuoco di Messina. È quindi intervenuto l’ingegner Sergio Inzerillo, Direttore Regionale dei Vigili del Fuoco della Sicilia, che ha ricordato anche Alessandro Marchì, Capo Reparto dei Vigili del Fuoco di Caltanissetta morto il 22 luglio scorso, a 59 anni, dopo essere stato colto da un malore durante le operazioni di spegnimento di un incendio nel territorio di San Cataldo.

A seguire ha preso la parola l’ingegnere Eros Mannino, Capo del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, che ha annunciato il progetto della nuova sede del Comando provinciale, quindi la Prefetta, Cosima Di Stani e, in conclusione, il Sottosegretario, Emanuele Prisco.

Il grazie dopo Pistunina

Il crollo di Pistunina è stato il filo conduttore degli interventi. Prisco ha voluto sottolineare personalmente la vicinanza del Governo alla Città di Messina e alle famiglie coinvolte, ma soprattutto ringraziare il personale che ha operato sul posto.

«Ci sembrava giusto fare un’eccezione al giro programmato per ringraziare ed esprimere fisicamente la nostra gratitudine nei confronti del personale del Comando», ha spiegato.

A Messina sono confluite diverse specializzazioni provenienti anche dagli altri comandi siciliani: unità USAR, cinofili, squadre per il movimento terra e personale specializzato. Un dispiegamento di forze necessario per affrontare un’emergenza che Prisco ha definito tra le più complesse dell’estate a livello nazionale.

Alle difficoltà tecniche si sono aggiunte quelle ambientali. «Il crollo di Pistunina ha visto il Corpo nazionale agire in condizioni estreme», ha ricordato il sottosegretario, citando la contemporanea presenza degli incendi, il rischio di fughe di gas e il caldo che ha caratterizzato questa estate.

Ma c’è un altro aspetto che Prisco ha voluto evidenziare: mentre le squadre erano impegnate sulle macerie di Pistunina, altri vigili del fuoco continuavano a garantire il soccorso ordinario.

«Mentre qualcuno stava sulle macerie di Pistunina, qualcun altro comunque garantiva il soccorso ordinario», ha sottolineato.

Un lavoro spesso invisibile, ma indispensabile per mantenere operativo il sistema di emergenza.

Di Stani: «Eccezionali, anche dal punto di vista umano»

Parole di forte apprezzamento sono arrivate anche dalla Prefetta, S.E. Cosima Di Stani, che ha definito eccezionale il lavoro svolto dal personale del Comando provinciale.

Il rapporto tra Prefettura e Vigili del fuoco, ha spiegato, è ormai «quasi simbiotico» e ha visto le due strutture lavorare fianco a fianco sin dall’inizio dell’anno, dagli eventi meteorologici , agli incendi che hanno caratterizzato l’estate.

Pistunina, però, ha rappresentato qualcosa di diverso.

«Non c’è soltanto un discorso di tipo professionale, ma proprio di vicinanza personale, umana», ha detto Di Stani, ricordando le operazioni di ricerca delle persone disperse.

Un impegno condiviso con le altre componenti del sistema di soccorso: Forze di Polizia, Personale Sanitario, Protezione Civile e Amministrazioni Locali.

La nuova sede: 16 milioni e un anno e mezzo

La novità più importante per il futuro del Comando Provinciale è arrivata dall’ingegnere Eros Mannino.

La nuova sede dei Vigili del Fuoco dovrebbe sorgere nell’area degli ex magazzini Gazzi, attraverso un intervento finanziato con circa 16 milioni di euro.

L’obiettivo è arrivare alla realizzazione dell’opera in circa un anno e mezzo.

Il progetto coinvolge Ministero dell’Interno, Comune di Messina e Agenzia del Demanio. Il Comune sarà la stazione appaltante e, secondo quanto annunciato nel corso dell’incontro, la Conferenza dei Servizi decisoria dovrebbe essere convocata entro la fine di settembre.

L’operazione consentirà di recuperare risorse già disponibili e destinarle alla realizzazione di una struttura moderna, adeguata alle esigenze del Corpo.

Non soltanto una nuova caserma, dunque, ma una struttura pensata per migliorare la capacità operativa e formativa del Comando.

Più spazi per mezzi e attrezzature, migliori condizioni logistiche e maggiori possibilità di formazione significano infatti, è stato sottolineato, maggiore sicurezza per gli stessi Vigili del Fuoco e per i cittadini.

Prisco: «Non è un privilegio, è sicurezza»

È stato uno dei concetti sui quali Prisco ha insistito maggiormente.

Il lavoro dei Vigili del Fuoco si svolge spesso in condizioni di rischio e può essere deciso da una frazione di secondo. Per questo una sede adeguata e funzionale non rappresenta un privilegio, ma uno strumento di sicurezza.

«Non è un privilegio, è la garanzia di sicurezza del personale che interviene», ha affermato il Sottosegretario.

La nuova sede dovrà inoltre diventare un luogo nel quale elevare il livello della formazione, con ricadute dirette sulla capacità di intervento.

L’operazione rappresenta anche un’occasione di riqualificazione urbana per Messina.

«Fare bene e fare presto»

Ora la partita passa all’iter amministrativo.

Prisco ha richiamato la necessità di procedere rapidamente, ricordando che le risorse disponibili devono essere trasformate in opere concrete.

«Fare bene, fare presto e fare quello che si deve fare nei tempi giusti», è stato il messaggio rivolto alla macchina amministrativa.

L’obiettivo è evitare che i 16 milioni di euro vadano persi e, contemporaneamente, restituire alla città di Messina un’area riqualificata e al Corpo Nazionale una sede all’altezza delle esigenze operative.

La Sicilia, terra di emergenze

Durante l’incontro si è parlato anche del potenziamento dei dispositivi dei Vigili del Fuoco in Sicilia.

Prisco ha ricordato come la Regione Sicilia abbia già beneficiato di un importante incremento di uomini e mezzi, sottolineando ,però, le peculiarità dell’Isola e le difficoltà legate alla movimentazione delle risorse dalla terraferma.

Nelle emergenze di maggiore portata, ha spiegato Mannino, entra in campo la Colonna Mobile Regionale o Nazionale, consentendo di concentrare uomini, mezzi e specializzazioni in funzione delle necessità.

Un sistema che ha dimostrato la propria efficacia anche durante l’emergenza di Pistunina.

«La sirena è anche un segno di speranza»

Alla fine, però, il messaggio di Prisco è tornato al significato più profondo della visita.

«Quando si sente una sirena è il segno di un’emergenza, ma per molte persone è soprattutto il segno della speranza».

È con questa immagine che il Sottosegretario ha voluto sintetizzare il senso della giornata: ringraziare chi è intervenuto a Pistunina, chi ogni giorno garantisce il soccorso ordinario e chi lavora, spesso lontano dai riflettori, per la sicurezza della Comunità.

Una stretta di mano, ha sottolineato Prisco, non può raccontare tutto quello che c’è dietro il lavoro dei Vigili del Fuoco, ma può rappresentare il riconoscimento di una Città e delle Istituzioni nei confronti di un Corpo che, nelle emergenze, continua a essere per molti «l’ultima mano che ti può salvare».

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