Connettiti con noi

Cerca articoli o argomenti

-

Iniziativa dell’ Associazione “Esseri Uguali” in difesa dell’infanzia

Gigliopoli era il gioco con i coetanei, la natura, gli animali e la presenza di adulti capaci di accogliere senza giudicare.

A seguire la nota di Saverio Todaro Presidente p.t. dell’Associazione “Esseri Uguali”:

Milazzo, 21 agosto 2026 – «Mio padre è avvocato. Gli chiederò di difendere questo progetto».Ci sono frasi che nessun bambino dovrebbe sentire il bisogno di pronunciare. Parole semplici che, proprio perché nascono dall’infanzia, diventano un richiamo alla coscienza e alla responsabilità degli adulti.

È accaduto in questi giorni a Gigliopoli, dove Saverio Todaro, presidente dell’Associazione “Esseri Uguali”, è tornato dopo avervi trascorso una parte della propria infanzia.

Quella testimonianza rende ancora più urgente l’appello che, il 17 agosto, l’Associazione ha rivolto al Presidente della Repubblica e ai Garanti per l’infanzia, interessando contestualmente la Regione Siciliana, la Prefettura, il Comune di Milazzo, la Città Metropolitana e la rete sociale, sanitaria e della giustizia minorile.

Non per chiedere alla più alta Istituzione della Repubblica di sostituirsi agli enti competenti, né per stabilire chi abbia ragione tra la Fondazione Lucifero e l’Associazione “Il Giglio”. Ma per porre una domanda che non può essere rinviata: quale continuità sarà garantita ai bambini dal 1° settembre?

«Per noi Gigliopoli era davvero l’Isola che non c’è: il mondo fantastico di Peter Pan nel quale, oltrepassato il cancello, potevamo lasciare fuori il peso della realtà. Le difficoltà economiche, le paure, le solitudini e persino il dolore delle liti tra i genitori. Dentro Gigliopoli ritrovavamo il diritto di essere semplicemente bambini».

Gigliopoli era il gioco con i coetanei, la natura, gli animali e la presenza di adulti capaci di accogliere senza giudicare. Non una fuga dalla realtà, ma uno spazio protetto nel quale anche chi, fuori, si sentiva fragile poteva finalmente sentirsi al sicuro.

«Sono tornato per ritrovare quella magia e per fare ciò che quel luogo aveva insegnato anche a me: fermarmi, giocare e dedicare tempo ai più piccoli. Ho ritrovato i colori, la cura e la bellezza di sempre. Ma nelle loro parole ho incontrato qualcosa che non avrei mai voluto trovare: la paura di perdere quel luogo».

Alcuni bambini hanno chiesto: «È vero che Gigliopoli chiude?». Altri hanno domandato perché quel posto rischiasse di non esserci più.

Quelle domande non attribuiscono responsabilità. Raccontano, però, la preoccupazione con cui i bambini stanno vivendo l’incertezza degli adulti.

Gli educatori stanno responsabilmente cercando di rassicurarli e di accompagnarli verso la Notte Arcobaleno del 22 agosto. È un impegno prezioso, perché i bambini hanno diritto a essere protetti dalle tensioni che non appartengono al loro mondo. Ma quando temono di perdere un luogo sicuro, la rassicurazione deve essere sostenuta da risposte credibili e decisioni concrete.

La Notte Arcobaleno non è un semplice spettacolo. È il momento conclusivo della colonia estiva, quello in cui i bambini accolgono le famiglie e condividono, attraverso il teatro, la musica, il gioco e la creatività, ciò che hanno imparato e costruito insieme.

È una festa che riconosce il loro valore e consegna a ciascuno un messaggio essenziale: «Tu appartieni a questo luogo. Qui sei visto, ascoltato e riconosciuto».

La diciottesima edizione porta il titolo “La voce del Grillo Parlante”. Oggi quel titolo sembra rivolgersi soprattutto agli adulti: la voce della coscienza arriva proprio dalle domande dei bambini.

«La Notte Arcobaleno deve continuare a essere una notte di meraviglia, pace e condivisione. Non può essere attraversata dal timore di un ultimo saluto. Domani i bambini hanno diritto alla loro festa; dal giorno successivo le Istituzioni avranno il dovere di offrire loro una risposta».

Non si chiede di ignorare la sostenibilità economica della Fondazione, le regole amministrative o le controversie in corso. Si chiede che nessuna di queste questioni venga risolta trasferendone le conseguenze sui minori.

Prima del 1° settembre occorrono un tavolo istituzionale tra tutte le parti, una soluzione-ponte trasparente e una comunicazione chiara alle famiglie sulla continuità dei percorsi educativi.

«Un atto amministrativo può stabilire quando termina un impegno economico. Non può interrompere, senza un’alternativa, la fiducia di un bambino.

Non dovrebbe essere un bambino a chiedere al proprio padre avvocato di difendere la sua Isola che non c’è. Quella difesa appartiene alla responsabilità degli adulti e al dovere delle Istituzioni.

Il tempo degli adulti può essere amministrativo, economico o giudiziario.

Il tempo dei bambini è adesso».

Saverio Todaro
Presidente p.t. dell’Associazione “Esseri Uguali”

Clicca per commentare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

LEGGI ANCHE

Attualità

C’è una comunità che si mette in movimento.

Cronaca

Si sollecita l'istituzione di una fermata dell’autobus direttamente di fronte all’istituto e il potenziamento dei collegamenti con la stazione ferroviaria

Attualità

La fragilità dei litorali e il cambiamento climatico impongono un cambio di rotta:

Cronaca

“YoungMe Lab rappresenta un investimento concreto sul futuro della nostra città.

Copyright © 2024 | Testata giornalistica on-line d'informazione | Registrazione Tribunale di Messina n.12/2002 | P.I. IT02680760838 | Direttore Editoriale: Lillo Zaffino | Direttore Responsabile: Dario Buonfiglio