La fragilità dei litorali e il cambiamento climatico impongono un cambio di rotta: la vera minaccia allo sviluppo non è la tutela delle spiagge, principale risorsa di attrattività del territorio, ma la sua gestione miope.
La drammatica fragilità dei nostri litorali e gli effetti del cambiamento climatico — che una parte della politica continua ostinatamente a negare — impongono un cambio di rotta urgente nella gestione del territorio costiero. Le modalità con cui diverse amministrazioni continuano a utilizzare e sfruttare il demanio marittimo sta invece generando un inevitabile scontro e dibattito con le associazioni e i movimenti civici impegnati nella difesa dei beni comuni.
L’ultimo caso emblematico riguarda il Comune di Milazzo, dove è stato recentemente approvato un PUDM che — come denunciato dal Movimento Mare Bene Comune Milazzo – Valle del Mela — apre alla concessione ai privati ampi tratti del litorale di Ponente. Questa scelta può ridurre drasticamente le spiagge libere e compromettere l’equilibrio dell’ecosistema costiero. Le forze politiche a sostegno dell’amministrazione comunale, invece di accogliere in modo costruttivo le istanze civiche supportate da pareri esperti, hanno etichettato l’iniziativa del ricorso come un freno allo sviluppo turistico. Moltiplicare le aree in concessione ai privati non basta a creare occupazione o valore: senza la tutela della principale risorsa ambientale del nostro territorio e senza la salvaguardia della vivibilità urbana, questa visione è destinata al fallimento e si allontana da un modello di sviluppo turistico sostenibile, duraturo e di qualità verso cui dovremmo ambire.
Come chiarito da docenti ed esperti come i professori Giovanni Randazzo e Alessandro Crisafulli durante la presentazione delle osservazioni critiche al PUDM del Comune di Messina, i piani adottati prima del ciclone Harry rischiano di essere tecnicamente superati. L’iter di approvazione del PUDM non può ridursi a una mera procedura di mappatura delle aree da dare in concessione: ha il compito prioritario di tutelare il delicato equilibrio tra ambiente marino, costa, terraferma e comunità residenti, integrando studi scientifici aggiornati e garantendo un reale confronto con la cittadinanza. Una pianificazione superficiale rischia inoltre di paralizzare la viabilità, sovraccaricare le reti idriche e congestionare i centri abitati, criticità già drammaticamente evidenti nella già satura litoranea nord di Messina, dove i cittadini si sono uniti recentemente in comitati per la difesa della vivibilità dell’area.
Altrettanto centrale è il tema delle opere di difesa dall’erosione costiera. Nell’area ionica di Messina, dopo i gravi danni del ciclone Harry, i cittadini si sono mobilitati in più occasioni e hanno organizzato diversi momenti di approfondimento, come quello dello scorso marzo a Galati Marina. Durante questo incontro, organizzato dal Laboratorio civico Progettiamo Messina, in collaborazione con il Comitato Salviamo Galati Marina e AssoCEA Messina APS, studiosi ed esperti del calibro di Michele Munafò dell’ISPRA, hanno sottolineato la necessità di un nuovo paradigma basato sulla prevenzione, sull’adattamento climatico e sul contributo della comunità scientifica per la difesa della costa con opere più innovative e sostenibili.
In questo scenario di forte mobilitazione civica, Sinistra Italiana – AVS Messina esprime pieno sostegno al Ricorso Straordinario al Presidente della Regione Siciliana promosso da Mare Libero e dall’Associazione Medici per l’Ambiente (ISDE Italia ODV).
Il nostro impegno si tradurrà in un’azione politica capillare su tutto il territorio provinciale per dare voce alle istanze della cittadinanza attiva. Rivolgiamo un appello a tutti i Sindaci e ai consigli comunali dei comuni costieri: si aprano tavoli di confronto con cittadinanza, comunità scientifica ed esperti. Soltanto così si potranno costruire soluzioni condivise che mettano al centro la cura, la difesa e la fruibilità collettiva delle spiagge.
Sinistra Italiana – AVS Messina
Ivan Tornesi










