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Con la morte del Pinnazza è venuto a mancare un pezzo dell’identità di Torre Faro

Sergio Denaro, laureato, ristoratore, pilota di rally, ha dimostrato che quando si fa con amore il proprio lavoro, qualunque esso sia, si lascia il segno,

Torre Faro saluta Sergio Denaro, per tutti semplicemente “Sergio Pinnazza”. Aveva 58 anni ed era il volto storico del celebre chiosco affacciato sullo Stretto che, nel corso degli anni, è diventato uno dei luoghi simbolo dell’estate messinese.

La notizia della sua scomparsa, arrivata dopo una malattia durata oltre due mesi, ha suscitato profonda commozione nel borgo marinaro e in tutta la Città. Per generazioni di Messinesi, infatti, la Pinnazza non è stata soltanto un locale, ma un punto di ritrovo, un luogo di incontri e serate trascorse davanti al mare, tra il gusto dei suoi panini con braciole e la spontanea simpatia che Denaro offriva ai suoi avventori. Il tutto condito con l’impareggiabile panorama del  Pilone a fare da sfondo.

Denaro aveva legato il suo nome a quell’attività per quasi trent’anni, trasformandola in un riferimento per residenti e turisti. Dietro il bancone o tra i tavoli, sempre pronto a scambiare una battuta con i clienti abituali, era diventato una presenza familiare per chiunque frequentasse Torre Faro. Anche il nome del locale “La Pinnanza” era stato frutto di una sua simpatica intuizione.

Derivava dall’esclamazione di un passante alla vista della pinna di una balena, occasionalmente, a spasso per lo Stretto.

Ma Denaro non era solo un imprenditore di successo, il suo gusto per la vita lo riversava anche sul rally, sport nel quale si era fatto conoscere anche in campo regionale.

Sui social, nelle ore successive alla diffusione della notizia, sono stati centinaia i messaggi di cordoglio. Amici, clienti e conoscenti hanno voluto ricordarlo attraverso fotografie, aneddoti e parole d’affetto, testimonianza del legame che aveva saputo costruire nel tempo con la sua comunità.

Con Sergio Denaro se ne va uno dei personaggi più conosciuti di Torre Faro, un uomo che attraverso il suo lavoro ha accompagnato la crescita di un luogo diventato parte dell’identità estiva di Messina. E che continuerà a vivere nei ricordi di chi, almeno una volta, si è fermato alla Pinnazza per condividere una serata sullo Stretto.

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