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Cultura

Nasce il MIRA, Messina faro del Mediterraneo: ricerca, arte e cooperazione internazionale alle Torri Morandi.

Il Ministro Giuli: «Da qui un nuovo centro di gravità culturale»

Non sarà un museo, né un semplice centro espositivo. Il MIRA – Mediterranean Institute for Research and Arts nasce con l’ambizione di trasformare Messina in uno dei principali laboratori internazionali dedicati all’arte contemporanea, alla ricerca e alla cooperazione culturale tra Europa, Africa e Medio Oriente. Un’istituzione permanente che raccoglie l’eredità del progetto MAXXI Med e che farà delle Torri Morandi e di Villa Pace il fulcro di una rete di relazioni internazionali destinata a crescere negli anni.

Il progetto è stato presentato nel Salone delle Bandiere di Palazzo Zanca, alla presenza del Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, del Sindaco, Federico Basile, della Rettrice dell’Università di Messina, Giovanna Spatari, del Direttore dell’Unità di missione del Ministero della Cultura, Angelo Piero Cappello e della Dirigente Chiara Ianeselli, chiamata a definire il programma artistico del nuovo istituto. Promosso dal Ministero della Cultura, dal Comune e dall’Università di Messina, con il supporto della Fondazione MAXXI nella fase di avvio, il MIRA punta a fare della Sicilia una piattaforma stabile di dialogo culturale nel Mediterraneo.

Il nuovo istituto svilupperà programmi espositivi, residenze per artisti, progetti di ricerca interdisciplinare, alta formazione, collaborazioni con università e istituzioni straniere e iniziative dedicate alle industrie culturali e creative. Le Torri Morandi, simbolo dell’archeologia industriale dello Stretto, saranno recuperate e trasformate in un centro dedicato alla creatività contemporanea, mentre Villa Pace ospiterà parte delle attività scientifiche e formative. Le prime iniziative prenderanno il via già in autunno.

Ad aprire la conferenza è stato il Sindaco, Federico Basile, che ha ripercorso la storia delle Torri Morandi, costruite negli anni Cinquanta per sostenere l’elettrodotto sullo Stretto e dismesse dopo l’elettrificazione sottomarina del 1992.

«Abbiamo acquistato questo complesso nel 2021 con l’obiettivo di rigenerarlo. Dove prima passava l’energia elettrica, domani passeranno la creatività, la cultura e il dialogo tra i popoli», ha detto il Sindaco. «Le Torri Morandi diventeranno uno spazio per esposizioni, performance, ricerca e confronto internazionale. È un progetto che appartiene all’intera Città e che può rafforzare il ruolo di Messina al centro del Mediterraneo».

Per la Rettrice, Giovanna Spatari, il MIRA rappresenta «un luogo nel quale ricerca, arte e patrimonio culturale si incontrano superando i tradizionali confini disciplinari». Richiamando il significato del nome scelto, ha ricordato come «Mira sia una delle stelle che per secoli hanno orientato la navigazione nel Mediterraneo: la conoscenza svolge la stessa funzione, offrendo punti di riferimento e favorendo l’incontro tra culture diverse». L’Università, ha aggiunto, metterà a disposizione competenze scientifiche e reti internazionali affinché il nuovo istituto diventi un punto di riferimento per la formazione e la ricerca.

Il Direttore dell’Unità di missione del Ministero della Cultura, Angelo Piero Cappello, ha invece inserito il progetto nella strategia del Piano Mattei, sottolineando come la cultura possa diventare il terreno privilegiato della cooperazione internazionale. «Le grandi infrastrutture sono importanti, ma gli investimenti culturali sono quelli che lasciano i segni più profondi, perché costruiscono relazioni tra identità, memorie e comunità. Messina può diventare uno dei luoghi in cui si sperimenta un nuovo rapporto tra Europa e Africa fondato sul dialogo e sul reciproco riconoscimento».

Uno dei passaggi più suggestivi è stato quello affidato a Chiara Ianeselli, che ha illustrato la visione culturale del MIRA. Attraverso il racconto delle antiche mappe di Messina e del Mediterraneo, ha spiegato come il nuovo istituto non voglia limitarsi a raccontare la storia, ma reinterpretarla attraverso l’arte contemporanea.

«La cronaca e la storiografia da sole non bastano più», ha osservato. «Esistono aspetti che soltanto l’arte riesce a rivelare. Il MIRA nasce per costruire nuovi sguardi sul Mediterraneo, intrecciando ricerca artistica, produzione culturale e conoscenza». Proprio per questo, ha annunciato, già nei prossimi mesi prenderanno il via i primi progetti: un’indagine artistica dedicata allo Stretto di Messina, osservato come corridoio naturale dei cetacei, e un convegno internazionale, organizzato insieme all’Università, sul paesaggio culturale del Mediterraneo e sulle rotte che nei secoli hanno unito popoli e civiltà.

A chiudere la conferenza è stato il Ministro, Alessandro Giuli, che ha definito il MIRA «un istituto nato con una vocazione naturalmente plurale», destinato a diventare un punto di riferimento per artisti, ricercatori e istituzioni dei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo.

«L’apertura di un istituto dedicato alla ricerca, alla formazione e alla produzione artistica contemporanea è oggi un fatto necessario e urgente», ha dichiarato. «Abbiamo un debito verso la cultura che ci ha formati e che oggi può aiutarci a leggere un Mediterraneo complesso, attraversato da tensioni ma anche da straordinarie opportunità di incontro».

Giuli ha ribadito il ruolo strategico della Sicilia e di Messina in particolare, nello scenario internazionale: «Messina è un centro di gravità del Mediterraneo. Qui può nascere un luogo capace di mettere in relazione saperi, creatività e cooperazione internazionale». Per il Ministro, il MIRA «non appartiene a chi lo ha immaginato, ma a tutti coloro che contribuiranno a farlo vivere», diventando «un contenitore da riempire continuamente di idee, ricerca e produzione culturale».

Il progetto si inserisce nella strategia di cooperazione culturale promossa dal Ministero della Cultura nell’ambito del Piano Mattei e si svilupperà attraverso relazioni con numerosi Paesi dell’area mediterranea, dall’Egitto alla Grecia, dalla Turchia alla Tunisia, facendo della cultura uno strumento di diplomazia e di dialogo.

L’auspicio finale del Ministro è affidato al significato stesso del nome scelto per il nuovo istituto. Come la stella Mira orientava i navigatori, così il nuovo centro dovrà diventare «un punto luminoso capace di irradiare bellezza, conoscenza e cooperazione», contribuendo a restituire a Messina un ruolo centrale nelle geografie culturali del Mediterraneo.

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