Quello che leggete di seguito è lo specchio di un fenomeno, quello delle scommesse calcistiche, da inserire nel quadro più generale del gioco d’azzardo, che contribuisce ad aggravare la situazione di impoverimento delle famiglie italiane.
Ovviamente lo stato, nonostante abbia emanato normative sul divieto di pubblicità delle scommesse, art. 9 del Decreto Dignità (D.L. 87/2018, convertito in L. 96/2018) continua imperterrito a drenare soldi dei cittadini confidando sulla “ludopatia”, cioè sulla dipendenza patologica dalle scommesse che, come sappiamo, costringe chi ne soffre a dilapidare il reddito famigliare in scommesse con l’illusione di possibili vincite, che costituiscono solo una parte infinitesima di quanto le agenzie di scommesse e lo stato incassano.
Le eccezioni sono “limitate”; sono ammesse, ahimè, le pubblicità delle lotterie nazionali a estrazione differita (come Gratta e Vinci o Lotto) e le pubblicità che non contengono contenuti promozionali diretti, pur rimanendo zone grigie interpretate dall’AGCOM; sappiamo , in realtà benissimo, quanto possono incidere sul bilancio familiare i soldi spesi compulsivamente nell’acquisto di “gratta e vinci” e scommesse simili , nonchè “ingoiati” dalle macchinette tipo “videopoker”!
Nicolò Romano










