Dalla tela alla pietra: dopo il successo della Canestra di Frutta, l’arte di Caravaggio diventa tattile per abbattere le barriere della disabilità sensoriale.
L’arte non si guarda solo con gli occhi, si sente con l’anima e, da oggi, si esplora con le dita. Dopo aver portato in tour per l’Italia la celebre Canestra di Frutta, lo Stone Designer Gaetano Russo annuncia la sua nuova sfida: dare vita e volume alla Medusa di Caravaggio, trasformando uno dei capolavori più iconici in un’opera accessibile ai non vedenti e agli ipovedenti.
L’arte come diritto universale
Il progetto nasce da una visione profonda e inclusiva: l’arte deve essere patrimonio di tutti, senza esclusioni. Gaetano Russo, attraverso una sapiente lavorazione della pietra, traduce il chiaroscuro e la tensione drammatica del Merisi in superfici, rilievi e texture che permettono di “vedere” con le mani.
“Il mio obiettivo è far sì che l’arte non sia più un privilegio visivo, ma un’esperienza sensoriale completa,” spiega Gaetano Russo. “Con la Medusa, voglio che il tocco possa percepire l’urlo, i serpenti, lo stupore e il terrore che Caravaggio ha impresso sulla tela. L’arte deve essere vista da tutti, ognuno con i propri strumenti.”
C’è una sottile linea che separa il vedere dal guardare, e una ancora più profonda che unisce la vista al tatto. In questa dimensione opera Gaetano Russo, lo Stone Designer (giàriconosciuto “Tesoro Umano Vivente” dall’Unesco nel 2016) che ha deciso di intraprendere una missione tanto nobile quanto ambiziosa: rendere l’arte universale, permettendo a chi non vede di “leggere” i capolavori della pittura attraverso il tocco della pietra.











