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Oliveri, la rivoluzione gentile: bambini, biciclette e l’esempio di Francesco Iarrera che cambia una comunità.

Quell’immagine – il sindaco circondato da bambini, tutti con guanti e sorrisi, accanto a un rimorchio pieno di rifiuti – racconta più di mille discorsi.

 

A Oliveri sta succedendo qualcosa di raro: una rivoluzione silenziosa, fatta di piccoli gesti, biciclette, bambini e un’idea semplice che sta cambiando il volto della comunità. Non è una campagna calata dall’alto, né un insieme di regole imposte. È, piuttosto, un esempio concreto di come l’educazione civica possa nascere dal basso, crescere nel quotidiano e diventare contagiosa.

Al centro di tutto c’è il sindaco, Francesco Iarrera, che ha scelto di guidare con l’esempio prima ancora che con le parole. Da tempo lo si vede pedalare per le strade del paese, impegnato nel plogging: raccogliere rifiuti mentre si va in bicicletta. Un gesto semplice, ma potente, che ha attirato attenzione ben oltre i confini del borgo.

Quell’immagine – il sindaco circondato da bambini, tutti con guanti e sorrisi, accanto a un rimorchio pieno di rifiuti – racconta più di mille discorsi. Non c’è distanza tra istituzioni e cittadini, ma collaborazione, gioco, fiducia.

Da questa filosofia è nato “Il gioco che non è un gioco”, un’idea tanto semplice quanto rivoluzionaria: i bambini raccolgono rifiuti sulle spiagge, documentano l’azione con una foto e ricevono in cambio biglietti per le giostre del luna park. Nessuna imposizione, nessuna sanzione. Solo partecipazione, entusiasmo e un meccanismo virtuoso che premia il bene.

Il risultato? Spiagge più pulite, bambini felici, famiglie coinvolte e una comunità che cresce insieme. Un modello che ha conquistato l’attenzione di realtà come WWF Italia e di tante aziende locali. Il racconto più potente arriva però da un dialogo recente, condiviso dal sindaco stesso. Alcuni bambini gli propongono di usare il rimorchio comunale per raccogliere rifiuti in occasione della giornata dell’ambiente. Non chiedono nulla in cambio, se non la possibilità di fare la loro parte.

E quando il sindaco rilancia offrendo magliette e guanti, la loro risposta è disarmante nella sua semplicità: “Fare del bene all’ambiente non costa nulla e ci guadagniamo tanto.” Una frase che ribalta ogni stereotipo sulle nuove generazioni. Non disinteresse, ma consapevolezza. Non apatia, ma iniziativa. Non è un caso che la bicicletta sia diventata il simbolo di questa trasformazione.

Il Comune invita esplicitamente i cittadini a scegliere questo mezzo per gli spostamenti quotidiani: meno emissioni, più salute, maggiore sicurezza e una nuova cultura dello spazio pubblico. Non solo mobilità sostenibile, ma un cambio di mentalità. Quella che sta nascendo a Oliveri è, a tutti gli effetti, una “rivoluzione gentile”. Non si basa su grandi investimenti o campagne aggressive, ma su relazioni, fiducia e responsabilità
condivisa.

Il sindaco Iarrera dimostra una qualità rara: la capacità di parlare ai cittadini – soprattutto ai più piccoli – con autenticità. Non si limita a governare, ma educa, ispira, coinvolge. E i bambini, a loro volta, diventano ambasciatori di un messaggio che arriva anche agli adulti: il cambiamento è possibile, ma richiede coerenza.

Siamo solo ad aprile, eppure a Oliveri si respira già un’energia diversa. I sorrisi dei bambini, la partecipazione spontanea, l’orgoglio di appartenere a una comunità attiva: sono segnali chiari. Non sorprende che il borgo sia in corsa per il Solidarity Prize 2026. Perché qui non si sta semplicemente raccogliendo plastica o promuovendo la bicicletta: si sta costruendo una cultura. Una cultura che parte da un’idea tanto semplice quanto
rivoluzionaria: per migliorare il mondo, bisogna iniziare da sé stessi… e avere il coraggio di coinvolgere gli altri. Anche – e soprattutto – i bambini.

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