Molti anni fa l’Assemblea Territoriale di Messina di
CittadinanzAttiva, poneva a molti esperti del settore, sul porto di
Tremestieri, tutta una serie di domande, la più importante delle
quali riguardava la possibilità di realizzare il manufatto. Infatti il
sito prescelto aveva davanti 550 miglia marine di mare aperto.
Ed, inoltre, se in fase di progettazione dell’opera era stato valutato
l’effetto della struttura sulla dinamica costiera e sui processi erosivi
che ne sarebbero derivati e se era stata prevista anche un’opera di
ripascimento dei tratti di litorale attigui all’opera.
Inoltre, poiché l’infrastruttura interferiva con lo sbocco di ben tre
fiumare, dove era alto il rischio di eventi alluvionali, a causa della
particolare conformazione geomorfologica ed esposizione come si
pensava di intervenire su questi torrenti?
Se era stato valutato che nell’area del nuovo Porto , lungo
l’imboccatura sud dello Stretto, le componenti di agitazione ondosa
significativa avevano una direzione dominante di propagazione
superiore a 140°. Le onde più significative, durante le mareggiate
da scirocco e ostro, che generalmente provengono da S-SE e Sud, e
raggiungevano un’altezza di circa 1/3 rispetto a quella che si
riscontra in mare aperto. Tali componenti innescavano un
significativo trasporto solido (detriti, sabbia) da Sud verso Nord che
ogni volta, all’altezza dell’approdo di Tremestieri, veniva bloccato
dalla diga foranea, causando il solito problema dell’insabbiamento
ad ogni evento sciroccale.
Purtroppo i continui interramenti non riescono a liberare la città
dall’attraversamento dei TIR, da qui la necessità, da noi sempre
sostenuta, di collegare le autostrade direttamente con il porto
naturale, oggi facilmente realizzabile con il completamento della via
Don Blasco.
Il prof. Giovanni Falsone ricordava che, investito dalla Prefettura, il
suo Dipartimento aveva studiato il problema ed indicato delle
soluzioni ma, da allora, di non essere stato mai più interpellato.
L’ing. Vincenzo Franza, amministratore delegato della Caronte-
Tourist, alla domanda di quanto si allunga la navigazione ha
risposto: “La distanza nautica tra Tremestieri e Villa S. Giovanni è
circa il doppio di quella tra Messina e Villa S. Giovanni, per cui il
tempo di navigazione raddoppia.” Ciò comporta un aumento dei
costi? “Certo”. Su chi ricadono tali aumenti? “Sui mezzi traghettati,
e quindi sulle merci che entrano ed escono dalla nostra Isola. Si
tratta di quasi 20 milioni di euro l’anno di maggiori oneri.”
Con l’aggiornamento del listino si è verificato un ulteriore aumento
di circa il 15 %.
Non dimenticando che si ha, anche in mare, il doppio di
inquinamento.
IL COORDINATORE
DOTT. ANTONINO QUARTARONE











