Indette le elezioni, sembra essere delineato il quadro delle candidature al rettorato per il sessennio 2024/2030. Occorrerà, comunque, attenderne la rituale proposizione.
Siamo o dovremmo essere in tre a sfidarci sulla base dei programmi da proporre alla comunità. Nelle dichiarazioni, ovviamente, un invito ad un confronto sereno e leale. Non potrebbe essere diversamente e da parte mia vi è piena -già peraltro manifestata- disponibilità in tal senso.
Tuttavia, non vorrei che serenità e lealtà vengano confuse con l’acquiescenza. Quanto accaduto e la fase che sta attraversando l’Ateneo non possono essere sottaciuti. C’è un sistema di governo che va ridisegnato per evitare sovrapposizioni tra controllori e controllati, ci sono procedure di verifica da potenziare, c’è la necessità di garantire una trasparenza assoluta nelle scelte amministrative e di governo.
Tali tematiche non possono creare imbarazzo, non possiamo fare finta di nulla. Abbiamo, infatti, il dovere di porre le condizioni affinché l’intera comunità accademica sia tutelata in futuro rispetto a determinati rischi.
L’incomprensibile silenzio, rotto in questi anni soltanto da qualche voce “stonata” tra cui la mia, ha prodotto effetti indesiderati per l’Ateneo e legittimato itinerari impervi. Non possiamo e non dobbiamo permettere che tale errore possa perpetuarsi anche nel futuro.
Prof. Michele Limosani












