
A 36 anni dall’assassinio del giovane magistrato, l’Unione Nazionale Mutilati ed Invalidi per Servizio ha promosso a Villa San Giovanni una giornata dedicata a legalità, giustizia, servizio e responsabilità. Protagonisti gli studenti dell’Istituto “Nostro-Repaci”.
La memoria di Rosario Livatino è tornata a parlare alle nuove generazioni. Lo ha fatto questa mattina negli spazi dell’Istituto di Istruzione Superiori “Nostro-Repaci” di Villa San Giovanni, dove si è svolta la cerimonia dedicata al 36° anniversario dell’uccisione del giovane magistrato agrigentino, promossa dalla Sezione Provinciale di Reggio Calabria dell’Unione Nazionale Mutilati ed Invalidi per Servizio (UNMS), con il patrocinio della Città di Villa San Giovanni. Una scelta dal forte valore simbolico quella dell’UNMS di Reggio Calabria: portare la figura di Livatino all’interno di una scuola per trasformare una ricorrenza in un momento di educazione civica, confronto e riflessione. Al centro dell’iniziativa, infatti, sono stati soprattutto gli studenti, chiamati a raccogliere e rilanciare un patrimonio di valori legato alla legalità, al senso del dovere, al servizio e alla responsabilità verso la collettività. Il filo conduttore della giornata è stato racchiuso in una frase semplice ma significativa: «Il suo esempio continua a indicarci la strada». Un messaggio rivolto innanzitutto ai giovani e strettamente collegato alla missione dell’UNMS, impegnata a rappresentare e tutelare coloro che hanno subito menomazioni o infermità nell’adempimento del proprio servizio e i familiari dei caduti per servizio, ma anche a mantenere viva la cultura del dovere e del servizio allo Stato.
Dopo l’esecuzione dell’Inno di Mameli e dell’Inno dell’U.N.M.S., ad aprire ufficialmente la cerimonia è stato un video realizzato dagli stessi studenti, attraverso il quale sono state raccolte alcune delle frasi più significative pronunciate da Rosario Livatino nel corso della sua vita e della sua attività professionale. Al video è seguito il commento dello studente Rocco Siclari, della classe III H, che ha contribuito a introdurre il tema della giornata attraverso lo sguardo delle nuove generazioni.
A seguire ha preso la parola, nella duplice veste di moderatrice e commissario della Sezione Provinciale di Reggio Calabria dell’UNMS, l’avv. Silvana Paratore, legale esperto di politiche sociali. Nel suo intervento ha sottolineato come ricordare Livatino non significhi soltanto guardare al passato, ma interrogarsi sul presente e sul significato concreto della legalità nella vita quotidiana. «La legalità non è una parola astratta. È un comportamento quotidiano. È il coraggio di compiere il proprio dovere anche quando nessuno ci guarda», ha evidenziato l’avv. Paratore, richiamando uno dei temi centrali dell’incontro: la responsabilità individuale come fondamento della convivenza civile.
La cerimonia ha visto la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni civili, militari, religiose e del mondo della scuola. Presenti, tra gli altri, il sostituto commissario coordinatore Maurizio Maugeri, vice dirigente del Commissariato di Villa San Giovanni; il capitano Salvatore Manzitto, comandante della Compagnia di Villa San Giovanni della Guardia di Finanza; e il tenente Emanuele Iacovella, comandante del Nucleo Operativo e Radiomobile di Villa San Giovanni.
Ad aprire i saluti istituzionali è stato il messaggio del presidente nazionale dell’UNMS, dott. Antonino Mondello, che ha richiamato il significato del servizio inteso come responsabilità nei confronti degli altri e delle istituzioni. Particolarmente significativa è stata la partecipazione della Città di Villa San Giovanni, che ha concesso il patrocinio alla manifestazione. A portare il saluto dell’amministrazione sono stati la prof.ssa Caterina Trecroci, presidente del Consiglio Comunale, e il dott. Enzo Calabrò, capogruppo di Città in Movimento. La presenza delle istituzioni ha contribuito a sottolineare come il tema della legalità non riguardi esclusivamente la magistratura o le forze dell’ordine, ma rappresenti una responsabilità condivisa che coinvolge l’intera comunità. Ad accogliere l’iniziativa è stata la dirigente scolastica dell’Istituto “Nostro-Repaci”, prof.ssa Maristella Spezzano, che ha ringraziato i presenti e ribadito l’importanza di momenti di confronto capaci di avvicinare gli studenti ai temi della cittadinanza, della legalità e della responsabilità.
Il momento centrale della mattinata ha visto protagonista il dott. Emanuele Crescenti, procuratore della Repubblica di Palmi, chiamato a riflettere sull’eredità professionale e civile lasciata da Rosario Livatino. Il magistrato ha affrontato la figura del giudice attraverso la prospettiva di chi oggi esercita la funzione requirente, soffermandosi sul significato della giustizia, sulla responsabilità delle decisioni e sul rapporto tra legalità, coscienza e Stato di diritto. Particolarmente significativo è stato il confronto diretto con gli studenti, che hanno rivolto al procuratore numerose domande, stimolando un dialogo intenso sui temi del rispetto delle regole e del vivere civile. Un confronto che ha permesso di ribadire come il rispetto delle regole non rappresenti soltanto un obbligo, ma una componente essenziale della vita democratica e della partecipazione alla comunità.
La figura di Rosario Livatino è stata poi affrontata anche nella sua dimensione spirituale attraverso la testimonianza di padre Antonio Carfì, parroco di Villa San Giovanni. Il sacerdote ha approfondito il rapporto tra fede, coscienza e servizio, richiamando il percorso che ha portato alla beatificazione di Rosario Livatino nel 2021. Un contributo che ha completato il quadro della figura del magistrato agrigentino, mostrando come dimensione professionale, civile e personale possano convergere nella scelta di vivere il proprio ruolo come servizio agli altri e alla comunità.
Nel momento conclusivo della cerimonia è stata data lettura della Preghiera del Caduto, Mutilato e Invalido per Servizio, a cura del socio UNMS di Reggio Calabria Vincenzo Duardo. Un momento particolarmente intenso, che ha ricondotto il significato della giornata alla missione stessa dell’UNMS: custodire la memoria di chi ha pagato un prezzo personale nell’adempimento del proprio dovere e trasformare quella memoria in testimonianza per le nuove generazioni.










