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Incendi boschivi: dove il fuoco cancella il verde

Messina: Seconda provincia siciliana per impatto boschivo

 

Analisi del Report ISPRA sulla Stagione Incendi 2026 in Italia con Focus sulla Sicilia

Introduzione e Quadro Nazionale 2026

I dati forniti dall’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) e dal SNPA (Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente), basati sui sistemi di monitoraggio satellitare Copernicus Sentinel-2 ed EFFIS (European Forest Fire Information System), tracciano un bilancio severo per la Stagione Incendi 2026 (periodo convenzionale di riferimento: 15 giugno – 15 settembre 2026).

A livello nazionale, la superficie complessiva percorsa da grandi incendi boschivi ha raggiunto 1.126,55 km² (oltre 1.200 km² considerando l’intervallo esteso fino al 15 settembre). Si tratta di un incremento superiore al 40% rispetto alla stagione 2025 (che si era attestata a circa 850 km²). Nella serie storica 2018-2025, il 2026 si colloca tra gli anni più critici in assoluto, superato soltanto dai picchi storici registrati nel 2021 e nel 2023.

Gli Ecosistemi Forestali e le Aree Protette Colpite

Della superficie totale bruciata in Italia, 169,81 km² (circa il 15-16%) sono costituiti da ecosistemi strettamente forestali (dati del modello Ecosystems Classification Model – Forest4 / ECM-F4):

  • Latifoglie decidue (T1) (querceti, faggete, boschi misti): 64,70 km² (38% del totale forestale).
  • Latifoglie sempreverdi (T2) (leccete, macchia alta mediterranea): 58,13 km².
  • Aghifoglie sempreverdi (T3) (pinete costiere, abetaie): 36,08 km².
  • Aghifoglie decidue (T34) (lariceti alpini): 0,26 km² (evento di rilevante gravità ecologica sull’arco alpino, non registrato dal 2022).
  • Foreste non classificate (TNC): 10,64 km².

Un dato di spiccata gravità riguarda il coinvolgimento del patrimonio naturale protetto: oltre il 30% della superficie totale bruciata in Italia (342,21 km²) e circa il 40% delle sole superfici forestali (69,76 km²) ricadono all’interno di Parchi Nazionali, Riserve Naturali e Siti della Rete Natura 2000 (ZSC e ZPS).

Focus Sicilia: L’Epicentro dell’Emergenza

Nel contesto peninsulare e insulare, la Sicilia rappresenta il territorio in assoluto più devastato dal fuoco nel 2026, fungendo da vero e proprio epicentro dell’emergenza incendi nazionale.

 

1. I Numeri del Disastro Regionale

  • 55,6% del totale nazionale: Più della metà della superficie complessiva bruciata in tutta Italia tra giugno e settembre ricade all’interno dei confini siciliani (626,04 km² su 1.126,55 km²).
  • 34,8% delle foreste nazionali colpite: La Sicilia guida la classifica anche per perdita di superficie strettamente boschiva, con 59,11 km²
  • Tipologia forestale impattata: La tipologia forestale più colpita in Sicilia è rappresentata dalle latifoglie sempreverdi (T2 – leccete e macchia alta) con 34,03 km², seguita dalle aghifoglie sempreverdi (T3 – pinetine e rimboschimenti a conifere) con 16,65 km², e dalle latifoglie decidue (T1) con 5,44 km².

2. L’Analisi Provinciale

La mappa del rischio e dei danni evidenzia una concentrazione drammatica nella parte centro-occidentale e nord-orientale dell’isola:

  1. Agrigento: Si riconferma la provincia italiana più colpita in assoluto dall’emergenza incendi, con una superficie totale bruciata di 222 km². La superficie a copertura strettamente forestale distrutta ammonta a 14,82 km².
  2. Messina: Seconda provincia siciliana per impatto boschivo (e terza a livello nazionale), con 11,50 km² di foreste bruciate (prevalentemente leccete e macchia alta).
  3. Palermo: Registra 9,72 km² di superficie forestale percorsa dal fuoco.
  4. Catania: Registra 9,41 km² di boschi bruciati.
  5. Caltanissetta: Registra 7,63 km² di superficie forestale colpita.
  6. Enna e Siracusa: Rispettivamente 2,59 km² e 2,76 km² di aree boschive percosse dalle fiamme.
  7. Trapani: Registra 0,51 km² di aree boschive colpite.

3. L’Evento Critico del 20 Luglio 2026

Il report ISPRA evidenzia un episodio di particolare gravità verificatosi a metà estate: il 20 luglio 2026, un imponente incendio sviluppatosi a cavallo tra le province di Agrigento e Palermo ha divorato in un solo evento 63 km² di territorio, di cui circa 12 km² di aree forestali pregiate (composte da macchia mediterranea sempreverde e piantagioni di conifere). L’area colpita ricadeva in gran parte all’interno di siti ad elevato valore naturalistico sottoposti a tutela.

Confronto Regionale Nazionale

Se la Sicilia detiene il primato assoluto per estensione dei danni, le altre regioni italiane presentano profili di rischio differenziati:

  • Calabria: Seconda regione più colpita a livello nazionale (117,32 km² totali, di cui 23,31 km² boschivi), con la provincia di Cosenza tra le più danneggiate d’Italia (11,64 km² di bosco).
  • Puglia: Terza per estensione totale bruciata (125,23 km², prevalentemente pascoli e vegetazione arbustiva), con 17,91 km² di superfici boschive.
  • Piemonte ed Abruzzo: Pur avendo estensioni totali minori rispetto al Sud, evidenziano il rapporto relativo più alto tra superficie forestale distrutta e totale bruciato (alpha = ABFor / ABTot), pari rispettivamente al 47% in Piemonte (22,00 km² boschivi su 46,83 km² totali, con il grave evento del 4 agosto nelle province di Biella e Vercelli) e al 31% in Abruzzo (13,99 km² boschivi su 44,99 km² totali).

Prospettive e Prevenzione

I dati della Stagione Incendi 2026 confermano che la combinazione tra prolungate e severe condizioni meteo-climatiche estive, siccità e pressione antropica rende il patrimonio forestale italiano estremamente vulnerabile.

Come sottolineato dalla Presidente di ISPRA e SNPA, Maria Alessandra Gallone, la disponibilità di dati satellitari ad alta risoluzione non deve limitarsi alla quantificazione del danno, ma deve trasformarsi in prevenzione attiva:

  • Pianificazione anticipata: I mesi autunnali e invernali che separano dalla stagione estiva successiva devono essere impiegati per rafforzare la gestione del territorio, la pulizia dei sottoboschi e le fasce parafuoco.
  • Innovazione tecnologica: L’integrazione tra dati satellitari e droni in dotazione agli enti territoriali rappresenta la chiave per il monitoraggio preventivo e il tempestivo avvistamento.
  • Supporto agli enti locali: È necessario affiancare scientificamente ed economicamente i Comuni e i Sindaci, evitando che le amministrazioni locali rimangano isolate nella gestione e prevenzione di emergenze di tale portata.

 

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