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Sud chiama Nord cambia pelle: “Basta isolamento, pronti alle alleanze”. E l’8 febbraio svelerà il futuro di De Luca

Il movimento si apre al dialogo con tutte le forze politiche, superando i limiti dell’isolamento e dell’opposizione a vita

Il movimento si apre al dialogo con tutte le forze politiche, superando i limiti dell’isolamento e dell’opposizione a vita

 Una svolta strategica per superare la logica della “solitudine al comando” e aprirsi al dialogo con le altre forze politiche, mentre il fondatore si prepara a nuove sfide. È la linea emersa durante la conferenza stampa organizzata da Sud chiama Nord nella sede dell’Assemblea Regionale Siciliana, a cui hanno preso parte la presidente del partito Laura Castelli, il coordinatore regionale Danilo Lo Giudice e i deputati ARS Giuseppe Lombardo e Matteo Sciotto.

L’incontro ha segnato ufficialmente l’inizio di una “fase 2.0” per il movimento, definito ormai come una realtà matura e strutturata, in grado di camminare con le proprie gambe pur mantenendo Cateno De Luca come punto di riferimento essenziale.

Il dato politico più rilevante riguarda il cambio di approccio verso la politica regionale e nazionale. Il movimento punta a uscire da una posizione di potenziale isolamento per cercare un confronto costruttivo con il resto del panorama politico.

«Siamo pronti al confronto con i partiti presenti all’ARS e con chiunque voglia lavorare per il bene della Sicilia e del Sud», ha dichiarato Laura Castelli.

Sulla stessa linea il coordinatore Danilo Lo Giudice:

«Non siamo più disposti ad andare da soli, vogliamo costruire ponti e collaborazioni. Ringrazio i rappresentanti delle altre forze politiche presenti oggi all’ARS che parteciperanno alla nostra iniziativa dell’8 febbraio».

Tra le novità organizzative spicca il lancio di un modello di partecipazione inedito nel panorama dei partiti italiani: la militanza a punti. Si tratta di un sistema pensato per tracciare e premiare l’impegno attivo di sostenitori e attivisti sui territori, con l’obiettivo di responsabilizzare la base e rafforzare il radicamento locale.

Il riassetto interno serve anche a “liberare” risorse per il leader fondatore. Come spiegato dai dirigenti, la crescita collettiva del partito permetterà a De Luca di intraprendere un percorso personale e professionale che andrà oltre i confini stretti del movimento, pur senza abbandonarlo.

I dettagli della nuova fase e gli sviluppi sulla prospettiva politica di De Luca verranno svelati il prossimo 8 febbraio, data fissata per il lancio della campagna d’ascolto e coinvolgimento basata sulla visione della “Sicilia che vorrei”.

Lillo Zaffino

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