MESSINA – Un momento di dialogo autentico e significativo, nato dalla consapevolezza che il mondo della cultura rappresenti una risorsa strategica fondamentale per il rilancio della città, non soltanto sul piano artistico e identitario, ma anche come motore di partecipazione, volano economico e opportunità per le nuove generazioni.
Con l’intento di condividere questa visione, mercoledì pomeriggio, nella Chiesa di Santa Maria Alemanna, il candidato sindaco Federico Basile ha incontrato le realtà culturali messinesi per presentare la proposta amministrativa per il quinquennio 2026-2031 e condividere gli asset che compongono le attività da mettere in campo, in continuità con quanto fatto finora in questo ambito in città.
L’incontro fa seguito agli altri tre appuntamenti di confronto con le parti sociali, durante i quali il candidato sindaco ha dialogato con le diverse realtà del territorio.
Ad aprire il dibattito è stata l’ex sovrintendente Mirella Vinci, componente del comitato tecnico-scientifico che ha supportato Basile nella redazione del programma elettorale.
“Quanto abbiamo proposto si pone in continuità con le azioni messe in atto dall’amministrazione nel corso degli anni – ha dichiarato Vinci –. Messina ha finalmente basi solide per poter dare concretezza a una progettualità pensata per essere partecipata e democraticamente condivisa con tutte le forze in campo”.
Subito dopo il candidato sindaco Federico Basile: “Se oggi siamo qui a discutere di cultura e programmazione è perché abbiamo avuto la convinzione che su questo settore bisognasse accendere i fari. Abbiamo messo in campo strategie e risorse che oggi ci permettono di guardare al futuro con una visione costruttiva e programmatica”.
Nel corso dell’incontro è stato tracciato il percorso avviato negli ultimi anni per il recupero e la restituzione alla città di importanti contenitori culturali. “La Cripta del Duomo, il Monte di Pietà e la Chiesa di Santa Maria Alemanna sono spazi che abbiamo riscoperto e restituito alla collettività. A questi si aggiungeranno la Badiazza, il teatro dell’Istituto Don Bosco e altri immobili che individueremo insieme e che potranno offrire nuove case agli artisti e agli operatori culturali della città”, ha spiegato Basile.
Tra i progetti illustrati anche la nascita della “Città della Musica” nell’area dell’ex Fiera di Messina, con sale prova, auditorium e spazi espositivi all’interno dei padiglioni recuperati. Nel corso del confronto è stato inoltre ribadito il valore economico e sociale della cultura e degli spettacoli dal vivo.
Tra le proposte illustrate figurano inoltre un cartellone unico degli eventi cittadini, l’integrazione digitale attraverso l’app ImpleME e il portale Agorà, una card turistica integrata per trasporti e spettacoli, una programmazione annuale degli eventi e il rafforzamento di festival identitari legati alla storia, alla musica e alle tradizioni della città.
“Alla città servono piccoli e grandi eventi inseriti dentro una visione unica e strategica – ha concluso Basile – perché la missione della cultura è creare lo spettatore, far conoscere, coinvolgere e costruire comunità. Stiamo lavorando da anni affinché Messina diventi la città della cultura e della musica dal vivo per tutto il Meridione”.
A intervenire sono stati, fra gli altri, Alba Crea per la Filarmonica Laudamo, Giuseppe Ramirez per l’Associazione Bellini, Marcello Minasi, presidente dell’Accademia Filarmonica di Messina, Franco Pellizzeri dell’Accademia Filarmonica, Sergio Di Giacomo dell’associazione “Antonello da Messina”, Dario Tomasello, coordinatore del DAMS, Luca Fiorino, attore, Francesco Cannavà, imprenditore cinematografico, e Antonino Cicero, direttore artistico della Filarmonica Laudamo.












