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Le bugie sul referendum Montemare, riflessioni di Carlo Rizzo

Una breve considerazione iniziale: la storia, materia che ci narra del cammino dei popoli attraverso i secoli, ci offre preziose informazioni sui cambiamenti che si sono realizzati durante il lungo corso del tempo e ci consente, contestualmente,  di osservare con occhio critico i continui cambiamenti che si verificano nel mondo d’oggi. Se mettiamo a confronto un atlante politico di 50 anni fa con uno di qualche anno fa, ci rendiamo conto di quante differenze ci siano! Qualche riferimento esemplificativo. C’era la Jugoslavia, oggi non c’è più. Oggi ci sono Slovenia, Croazia, Serbia, Montenegro etc, prima c’era l’Unione Sovietica, oggi ci sono Russia, Ucraina, Bielorussia, Moldavia, Azerbaigian, etc. La storia non è un fermo immagine, è continua trasformazione. La regione Calabria aveva 3 province: Reggio, Catanzaro e Cosenza; oggi ne ha 5 con l’aggiunta di Vibo Valentia e Crotone ed il contestuale rimaneggiamento dei precedenti territori. Montemare non è rivendicazionismo come gridato da chi non lo vuole. Montemare non è la capricciosa richiesta di un gruppo di rivoltosi capi popolo che vogliono distruggere l’unità territoriale di un grande comune e porsi al comando di un nuovo “piccolo” comune per gestirlo a loro piacimento. Montemare è la naturale conseguenza di una politica di abbandono territoriale che ha determinato un irreversibile sbilanciamento in termini di infrastrutture e ricchezze territoriali tra Messina sud e la zona che oggi propone la sua autonomia gestionale. Se guardiamo con occhio disincantato la distribuzione delle ricchezze tra Messina sud e Montemare il rapporto è molto prossimo a 95:5. A Messina Sud ci sono i poli sportivi e commerciali di S. Filippo, Tremestieri e Mili, il polo artigianale di Larderia, lo  Zir con le varie concessionarie di auto ed altri insediamenti artigianali e commerciali, il porto di Tremestieri (!), nessun pedaggio autostradale. Nell’attuale territorio di Montemare (61 kmq; 8000 abitanti) si possono annoverare i siti istituzionali dell’isola ecologica di Spartà, il depuratore di S. Saba, i plessi scolastici ancora operativi di Castanea, Salice e Gesso; altri plessi scolastici esistenti, ma  non più operativi, alcuni dei quali aperti in occasione delle cadenze elettorali, negli altri villaggi; ci sono attività imprenditoriali medio-piccole sparse nel territorio a supporto delle esigenze locali e, durante il periodo estivo, a sostegno del turismo balneare; c’è pure uno svincolo autostradale ricadente all’interno del territorio comunale di Messina e di cui mai alcun sindaco ha osato rivendicarne la messinesità, richiedendo quella che sarebbe l’attuale giusta denominazione: Messina Nord, Ponte Gallo, Villafranca, con il conseguente pedaggio autostradale a carico degli attuali cittadini di Messina Nord che sborsano, se passano una sola volta al giorno A/R 2.4 euro, e che ammontano a  circa 800 euro/anno.   Non v’è alcun rancore nei confronti dei concittadini delle altre zone della città. Le condizioni in cui versa il nostro territorio sono il frutto di scelte poco oculate fatte dalle varie amministrazioni comunali che si sono succedute nel tempo e che hanno determinato un gravissimo sbilanciamento nella ripartizione delle ricchezze infrastrutturali territoriali, determinando un sorta di desertificazione socio-economica della nostra zona. Noi non gridiamo vendetta, chiediamo soltanto VERA autonomia gestionale del territorio e, si rimarca ancora una volta, non vi è alcun risentimento nei confronti degli altri concittadini messinesi. Ciò che invece rincresce profondamente è la scorretta presentazione alla opinione pubblica della nostra richiesta referendaria di autonomia, che viene gridata alla intera comunità cittadina come un temerario tentativo di destabilizzazione sociale sventolando pericoli inesistenti. Vengono gridate enormi bugie rovesciando sugli altri accuse di potenziali pericoli assolutamente infondati e indirizzando sempre alla controparte l’accusa di essere un gruppo di imbroglioni. Questa non è decente campagna elettorale tendente a far chiarezza delle posizioni in campo: è semplicemente oscurantismo informativo e contestuale sbandieramento di pseudo-democrazia. Ecco invece le vere grandi bugie che vengono presentate come pericoli concreti se vincesse il SI:   GRANDE BUGIA N. 1: PERDITA DELLO STATUS DI CITTA’ METROPOLITANA. E’ indecoroso prospettare come scontata la perdita dello status di città metropolitana. Perché non ricordare a chi legge o ascolta che Cagliari città metropolitana ha una superficie di 4.590 kmq ed  una popolazione di 422.000 abitanti; Cagliari comune una superficie di 85 kmq ed una popolazione di 151.000 abitanti; Messina città metropolitana ha una superficie di 3.247 kmq ed una popolazione di 613.000 abitanti; Messina comune ha una superficie attuale di 211 kmq che diventerebbe di 150 kmq, con una popolazione attuale di 227.000 abitanti che diventerebbero 219.000. Alla luce di questi dati, QUALI SONO I RISCHI? NESSUNO.                                 GRANDE BUGIA N. 2: MONTEMARE viene gridato come PICCOLO COMUNE. Chi parla di piccolo comune sconosce o finge di non sapere che  I PICCOLI COMUNI sono considerati quelli AL DI SOTTO dei 5000 abitanti; GRANDE BUGIA N. 3: viene gridato (leggasi il manifesto cardine della campagna elettorale per il NO pubblicato sulla Gazzetta in data 1 maggio 2022) che sono stati presentati alla Regione Sicilia NUMERI FASULLI riguardo alla PIANTA ORGANICA amministrativa e di bilancio, lasciando sotto intendere che i promotori dell’iniziativa referendaria pro-Montemare sono degli imbroglioni e,  per la proprietà logico-transitiva, che i funzionari regionali che hanno visionato il progetto e lo hanno accolto o sono somari o sono corrotti; GRANDE BUGIA N. 4 MONTEMARE NON E’ UN COMUNE SOSTENIBILE  per la DISCREPANZA TERRITORIO-POPOLAZIONE (61kmq e circa 8.000 abitanti). Si dimentica, si sconosce o si finge di non sapere che nello stesso territorio della città metropolitana di Messina vi sono comuni come Tortorici (70 kmq e 6.000 abitanti), Fondachelli Fantina (42 kmq e 1.000 abitanti) che per caratteristiche strutturali di comuni sparsi sono molto simili al proponendo comune di Montemare. Si dimentica o si finge di dimenticare che esistono casi eclatanti come quello del comune di Noto (23.600 abitanti totali di cui 18.500 nella città di Noto e gli altri distribuiti in 40 frazioni del territorio comunale vasto 551 kmq, il più grande comune della Sicilia per estensione pari a circa due volte e mezzo l’attuale territorio del comune di Messina. GRANDE BUGIA n. 5    I VILLAGGI COLLINARI E RIVIERASCHI SONO DI TUTTI NOI MESSINESI! Come se la istituzione del nuovo comune impedisse ai cittadini messinesi di poter andare e godere come sempre delle bellezze naturali della nostra zona. Il sottopensiero dei sostenitori del no vorrebbe forse far sorgere il sospetto che probabilmente i trogloditi, eventuali futuri gestori di questo pericoloso Montemare, potrebbero creare non pochi problemi ai cittadini di Messina nel raggiungere i menzionati borghi collinari e rivieraschi, mentre, invece, gli stessi messinesi non avrebbero difficoltà alcuna a recarsi come sempre a Villafranca, Rometta, Venetico etc.

Le “nobili motivazioni del no” sono in gran parte racchiuse nell’articolo pubblicato il 1 maggio sul principale quotidiano della città, nelle pagine di cronaca cittadina, e che potrebbe anche essere considerato il “manifesto etico-culturale” dei promotori del movimento per il NO. Il titolo dell’articolo a favore del no è di quelli davvero sensazionali che non lasciano scampo alla controparte: “Montemare: i folli numeri di un’idea del tutto insensata”. Più di così che si vuole? C’è tutto il marcio possibile per convincere la gente a votare no. Follie e bugie a 360 gradi. E il gioco è fatto. Un siluro atomico per i poveri naufraghi di Montemare ammassati su una zattera di fortuna! PER FAVORE, LA STRAGRANDE MAGGIORANZA DEI MESSINESI E’ FATTA DI GENTE PER BENE E DI BUON SENSO. Vi prego, RILEGGETE QUELL’ARTICOLO, RILEGGETELO PIU’ VOLTE, accostatelo a questa scarna e quasi incredibile pagina, fatene il raffronto e POI ANDATE A VOTARE SECONDO COSCIENZA … Vi renderete conto che LA VERA MESSINA, QUELLA PER BENE, NON E’ A RISCHIO!

 

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